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La Polonia si ribella dopo la stretta sull'aborto

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La Polonia si ribella dopo la stretta sull'aborto
Diritti d'autore  Photo : Czarek Sokolowski (Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.)
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Migliaia di donne e uomini polacchi sono scesi in strada venerdì sera a Varsavia e nelle principali città del Paese per difendere il diritto all'aborto. La Polonia da pochi giorni ha messo quasi totalmente fuori legge l'interruzione di gravidanza, anche nei casi di malformazione del feto, che rappresentano il 98% del totale. È una delle normative più stringenti nell'Unione europea.

"Con questa decisione nessuna vita viene protetta - dice una mamma in corteo - A essere tutelata è solo la loro autorità. Noi siamo per la vita, difendiamo il diritto di scelta delle nostre figlie e dei nostri figli".

"È uno scandalo che nel 21esimo Secolo dobbiamo rinunciare a diritti fondamentali per le donne in un grande Paese europeo. Non siamo più nel Medioevo e le donne polacche dovrebbero avere gli stessi diritti di tutte le altre", aggiunge un partecipante.

Diritto negato

La stretta è arrivata per decisione della Corte Costituzionale, secondo cui l'interruzione di gravidanza per malformazioni va contro la difesa della vita. Un verdetto in linea con la posizione del partito Diritto e Giustizia (PiS) cui fanno capo sia il Capo dello Stato Andrzej Duda sia il premier Mateusz Morawiecki,

La Corte è stata riformata di recente dal governo, e conta tra le sue file molti giudici fedeli al governo. L'ex presidente del Consiglio Ue, il polacco Donald Tusk, ha criticato anche la tempistica della sentenza: "Lasciare un tema come l'aborto alla mercé di una pseudo corte nel bel mezzo di una pandemia è una decisione cinica", ha commentato.

In effetti in Polonia introduce da oggi, sabato 24 ottobre, misure drastiche per contenere l'epidemia di coronavirus: scuole e palestre chiuderanno; i ristoranti potranno consegnare solo pasti da asporto se i numeri non inizieranno a scendere.

Rifugio nell'illegalità

Il Consiglio d'Europa ha protestato contro la decisione, che limita il diritto all'aborto ai casi di stupro, incesto e di rischio per la vita della madre. "È un triste giorno per i diritti delle donne", ha commentato Dunja Mijatovic, commissaria Ue ai diritti umani.

Con 38 milioni di abitanti la Polonia conta meno di duemila aborti legali l'anno, ma le associazioni stimano che fino a 200mila possano essere le interruzioni praticate illegalmente o all'estero. Con l'ultimo provvedimento questo dato rischia di salire ancora.