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Covid-19 in Europa, la situazione al 23 ottobre

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In Europa il numero di contagiati da Coronavirus ha superato gli 8 milioni. 258mila persone sono morte. Il Regno Unito e tutti i paesi dell'Unione europea - tranne Finlandia, Cipro, Estonia e Grecia - sono sorvegliati speciali dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

La situazione è particolarmente grave in Francia dove il numero di contagi ha superato le 41mila unità in un giorno. Il governo ha esteso il coprifuoco notturno (dalle 21 alle 6), originariamente previsto solo in 9 città, ai due terzi della popolazione. Le autorità sanitarie temono che la seconda ondata sia peggio della prima e non escludono la possibilità di lockdown locali, per evitare un lockdown nazionale.

Nel Regno Unito, paese con più morti d'Europa (oltre 44mila), il Galles si mette in lockdown dalle 18 di venerdì fino al 9 novembre. Tutti i negozi non essenziali si fermano. In Inghilterra, la metà della popolazione, circa 29 milioni di abitanti, ha delle misure restrittive. Nel South Yorkshire da oggi chiudono bar e pub che non vendono cibo ed è vietato incontrare persone di un altro nucleo familiare. In Scozia le autorità sanitarie consigliano di prepararsi a un Natale digitale.

L'Irlanda, ha messo in lockdown i suoi abitanti per sei settimane dal 21 ottobre.

La Spagna ha ufficialmente superato il milione di contagiati, ma secondo il capo del governo Pedro Sanchez il numero reale è il triplo. Si fa sempre più concreta la possibilità che in Spagna si ricorra ad un nuovo 'stato di allarme', strumento costituzionale che consente di adottare alcune misure amministrative per contrastare la diffusione del coronavirus.

Mascherine obbligatorie anche in Portogallo. Il parlamento ha approvato oggi l'uso obbligatorio della maschera in spazi pubblici aperti per almeno i prossimi tre mesi, per chi ha più di 10 anni "ogni qualvolta la distanza fisica consigliata dalle autorità sanitarie è impraticabile". Il regolamento specifica che la visiera non può essere utilizzata in alternativa alla maschera e prevede multe comprese tra 100 e 500 euro per inadempienza. Il dibattito parlamentare è stato preceduto da una polemica che ha acceso il clima politico per l'intenzione iniziale del premier, il socialista António Costa, di promuovere anche l'uso obbligatorio dell'applicazione di localizzazione "Stayaway Covid" sui cellulari. Di fronte alla rapida diffusione del virus nel Paese, il governo ha annunciato giovedì che la circolazione tra i comuni sarà vietata tra il 30 ottobre e il 3 novembre. Inoltre, ha dichiarato il 2 novembre giorno di lutto nazionale per i decessi causati dal Coronavirus.

In Italia i contagi superano le 19mila unità in 24 ore ma con un record di tamponi: 182mila in un giorno. Il totale dei contagiati - comprese vittime e guariti - sale a 484.869 .Le vittime 91 in un giorno che portano il totale a oltre 37mila.

Le due principali città greche: Atene e Salonicco iniziano il coprifuoco notturno questo sabato.

In Svezia stanno aumentando le infezioni da coronavirus, ma il governo continua con la sua linea soft, anche se il paese ha registrato uno dei tassi più alti di morti per abitante. Questa settimana il governo ha annunciato linee guida locali più rigide a Uppsala, una città universitaria a 70 chilometri (45 miglia) a nord di Stoccolma che ha registrato un aumento dei casi da quando gli studenti sono tornati. Giovedì il paese ha introdotto anche delle restrizioni sui nightclub, con il primo ministro Stefan Lofven che ammoniva gli svedesi "che la festa è finita nei nightclub, e deve rimanere così per tutto il tempo necessario". Eppure la Svezia rimane uno degli unici paesi al mondo che ancora non consiglia l'uso delle mascherine, sostenendo che forniscono un falso senso di sicurezza che mina gli sforzi di distanziamento sociale.

Peggiora la situazione nell'Europa dell'Est. Tutta la Polonia entra in zona rossa sabato, con una chiusura parziale delle scuole e dei ristoranti.

Da giovedì sera, la Repubblica ceca - dove il tasso di contagi e decessi è il peggiore d'Europa nelle ultime due settimane - ha instaurato un lockdown parziale fino al 3 novembre.

La pandemia nel resto del mondo

Secondo l'Afp la pandemia ha ucciso già 1.139.406 persone nel mondo. Gli Stati Uniti hanno la maglia nera con 223mila vittime, seguiti da Brasile (155.900 morti), India (117.306), Messico (87.894) e Regno Unito (44.347). Il Perù è il paese con il più alto numero di decessi per abitante (circa 34mila morti per 32 milioni di abitanti).