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Incontri ravvicinati tra la sonda NASA Osiris-Rex e l'asteroide Bennu

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L'asteroide Bennu visto dalla sonda OSIRIS-REx
L'asteroide Bennu visto dalla sonda OSIRIS-REx   -   Diritti d'autore  NASA/Goddard/University of Arizona/CSA/York/MDA via AP
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Questa notte, poco dopo la mezzanotte ora dell'Europa Centrale, la sonda statunitense OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security - Regolith Explorer) toccherà il suo asteroide Bennu in orbita. E' una tappa fondamentale per la missione della Nasa che studia gli asteroidi.

Durante l'operazione di touch-and-go (TAG), la sonda preleverà campioni di roccia - almeno 60 grammi - da analizzare poi sulla Terra. "E' un asteroide a forma di diamante. È il più piccolo che abbiamo mai orbitato", spiega Beth Buck, responsabile del programma operativo della missione. "E per farvi capire, il diametro corrisponde all'incirca all'altezza dell'Empire State Building. Usciremo dalla nostra orbita e andremo in touch-and-go, perché non possiamo atterrare su questo asteroide, ne toccheremo la superficie. E raccoglieremo un po' di questo materiale in modo da poterlo riportare qui sulla Terra tra tre anni e studiarlo".

La sonda della NASA, che orbita intorno a Bennu dal dicembre 2018, impiegherà in totale quattro ore e mezza per completare l'operazione. Sarà possibile assistere alla missione in diretta, sul sito dell'agenzia governativa o sui suoi canali social.

Che cosa ci si aspetta da Bennu

La speranza è che possa rivelare qualcosa in più sul Sistema solare e sull'origine della vita sulla Terra, oltre che su rischi e risorse provenienti dai corpi celesti che orbitano vicino al nostro pianeta. Bennu, infatti, è un antico asteroide, noto agli scienziati da una ventina d'anni. Si pensa che si sia formato entro i primi 10 milioni di anni dalla nascita del Sistema solare e che potrebbe quindi rispondere a qualche domanda sulla sua origine.