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USA, la frattura sociale provoca "uno dei peggiori dibattiti della storia"

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USA, la frattura sociale provoca "uno dei peggiori dibattiti della storia"
Diritti d'autore  Patrick Semansky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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"Orribile", "miserabile"... Questi gli aggettivi usati per descrivere il primo confronto televisivo tra i candidati alla presidenza USA, Donald Trump e Joe Biden, dal quotidiano americano Washington Post.

A 35 giorni dall'elezione presidenziale, alla Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio, sono volate parole grosse, non sono mancate invettive e attacchi personali e lo spettacolo offerto ai telespettatori è stato particolarmente caotico.

"Usi la parola intelligente? Dici che hai fatto i tuoi studi nello Stato del Delaware, ma hai dimenticato il nome del tuo college. Ti sei laureato con i risultati peggiori, o tra i peggiori della tua classe. Non usare la parole intelligente con me. Non hai nulla di intelligente, Joe", le parole di Trump, sorriso malizioso, un occhio sul rivale e uno sulla platea.

Il 77enne candidato democratico, per parte sua, ha più volte chiesto al 45° presidente degli Stati Uniti, di 3 anni più giovane, di "stare zitto", stizzito per essere costantemente interrotto dal rivale.

Ad un certo punto, Biden ha perso la pazienza e ha chiamato Trump "clown".

Moderati dal conduttore dell'emittente conservatrice Fox News, Chris Wallace, i due ci hanno messo 18 minuti per passare all'artiglieria verbale pesante.

Il candidato democratico ha accusato Donald Trump di essere "il barboncino" del presidente russo Vladimir Putin; per parte sua, il presidente Donald Trump ha cercato di dipingere Joe Biden come un burattino della sinistra radicale.

Trump si rifiuta di condannare gli estremisti di destra

Uno dei principali momenti critici in questo dibattito è senza dubbio il rifiuto del Presidente americano di condannare apertamente i suprematisti bianchi.

Evitando di rispondere direttamente al moderatore del dibattito, Chris Wallace, che lo ha esortato a condannarli apertamente, Donald Trump ha dato una risposta criptica: riferendosi ai Proud Boys, un gruppo nazionalista che sostiene il suprematismo bianco, li ha invitati a "fare un passo indietro e a stare pronti". Ha quindi aggiunto che "bisogna fare qualcosa per gli antifascisti", ribaltando l'argomentazione e accusando piuttosto i gruppi di sinistra delle violenze per le strade degli Stati Uniti.

I membri dei Proud Boys, organizzazione estremista fondata a New York nel 2016, si sono affrettati a riprendere alle parole di Trump, galvanizzati dalla citazione in diretta TV.

"Ecco a voi. Questa è l'America di Donald Trump", ha denunciato il candidato democratico Joe Biden, condividendo il tweet di un giornalista del New York Times.

"Al presidente Trump è stato chiesto di condannare il suprematismo bianco. Si è rifiutato di farlo. Ha detto ai suprematisti bianchi di fare un passo indietro e stare pronti. Il presidente Trump è una vergogna nazionale, e gli americani non lo tollereranno", ha scritto su Twitter il leader minoranza democratica al Senato, Charles Ellis Schumer.

"Nessun piano" contro Covid-19

I due candidati ultrasettantenni si sono trovati in disaccordo anche sul bilancio della pandemia di Covid-19 negli Stati Uniti, il paese più colpito al mondo in termini di morti con oltre 205.000 decessi. "Non avresti mai potuto fare il lavoro che abbiamo fatto noi, non ce l'hai nel sangue", ha martellato Donald Trump.

"So cosa bisogna fare", mentre "il presidente non ha un piano", ha risposto Joe Biden.

Come previsto, anche per rispettare la distanza di sicurezza i due candidati non si sono stretti la mano, ma si sono salutati da lontano sul palco di Cleveland. L'Ohio è proprio uno di quegli stati chiave che potrebbero decidere la vittoria il 3 novembre prossimo.

Si è poi passati alla questione delle mascherine. Donald Trump ha detto di "non indossare mascherine come lui [Biden]. Ogni volta che lo vedi, indossa una mascherina. Può parlare da 30 metri di distanza ed entra con la maschera più grande che abbia mai visto", ha detto.

I due hanno incrociato le armi davanti ad un pubblico ristretto e alle loro mogli, Melania Trump e Jill Biden, entrambe con le mascherine.

"Quarantamila persone al giorno contraggono il Covid. Il presidente non ha un piano, non ha presentato niente", ha detto Biden. "Conosceva fin da febbraio la gravità della crisi, sapeva che era una malattia mortale. Quello che faceva lo ha registrato dicendo che non ha allertato nesuno per non creare panico tra gli americani". La risposta di Trump è stata: "Se vi avessimo dato ascolto, il Paese sarebbe rimasto con le porte spalancate, sarebbero morte milioni di persone e non 200mila, anche se una sola persona sarebbe troppo. È colpa della Cina, e non sarebbe dovuto accadere."

"Uno dei peggiori dibattiti della storia"

"Questo dibattito verrà ricordato come uno dei peggiori della storia", ha detto Aaron Kall, professore dell'Università del Michigan ed esperto di dibattiti presidenziali.

Se Biden si è impegnato ad accettare l'esito del voto, Trump ha schivato il tema, sostenendo ancora una volta senza prove che il voto per corrispondenza, che promette di essere decisivo a causa del Covid-19, avrebbe incoraggiato "frodi".

A giudicare dal tweet di fine dibattito di Donald Trump, il presidente USA si deve essere sentito solo contro due avversari, Joe Biden e il moderatore Chris Wallace.

Kamala Harris, la candidata alla vicepresidenza democratica, ha scritto su Twitter che gli elettori sono posti davanti ad una scelta: un "leader che indica una via chiara" e "un bullo arrabbiato che continua ad interrompere".

Diversi canali televisivi americani hanno condotto dei sondaggi tra i telespettatori dopo il primo dibattito. Per la CNN, Joe Biden ha dominato gran parte della tenzone verbale: sei americani su dieci hanno preferito la performance del democratico mentre il 28% quella del suo avversario repubblicano.

Anche per la CBS il più convincente è stato l'ex vicepresidente di Barack Obama. Ma stavolta Joe Biden vince con un distacco molto più ridotto: 48% contro il 41% di Donald Trump.

Nonostante l'impatto di questi dibattiti sulle votazioni rimanga spesso limitato, questi incontri sono i momenti salienti della campagna elettorale, a partire dal primo one-to-one televisivo tra John F. Kennedy e Richard Nixon a Chicago, 60 anni fa.

I prossimi appuntamenti

Gli altri due dibattiti presidenziali sono previsti rispettivamente il 15 e il 22 ottobre a Miami, in Florida, e a Nashville, nel Tennessee.

Il 7 ottobre il vicepresidente repubblicano Mike Pence affronterà il compagno di corsa di Joe Biden, il senatore ed ex procuratore degli Stati Uniti Kamala Harris, a Salt Lake City, Utah.