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I bielorussi che vivono in Polonia e il governo polacco sostengono le proteste anti-Lukashenko

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"Anche la vita della Bielorussia vale":
"Anche la vita della Bielorussia vale":   -   Diritti d'autore  AP
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I vicini di casa danno ospitalità e appoggio.
La protesta dei bielorussi trova una sponda di sostegno nella vicina Polonia.

i bielorussi che vivono al di fuori del loro paese stanno organizzando manifestazioni ovunque. Vogliono mostrare solidarietà ai connazionali che vivono ancora in Bielorussia e trovare un appoggio internazionale per la loro causa.

A Varsavia, la capitale della Polonia, i bielorussi si riuniscono quasi ogni giorno.

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Il nemico pubblico numero 1 dei bielorussi: LukashenkoAP Photo

"Abbiamo chiesto ai diplomatici dell'Ambasciata di unirsi a noi"

Anatol Michnaviec è un oppositore bielorusso e organizzatore di alcune delle manifestazioni.

"Vogliamo unire i bielorussi qui in Polonia. Abbiamo presentato una lettera ai dipendenti dell'Ambasciata e ai diplomatici, chiedendo loro di schierarsi dalla parte della nazione, di schierarsi dalla parte del vero presidente, Svetlana Tikhanouskaya".

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"Vogliamo riunire tutti i bielorussi, almeno qui in Polonia".AP Photo

NEXTA, l'uomo che dà le notizie

Stepan Svetlov, conosciuto come NEXTA, è un blogger e una delle poche fonti di informazione provenienti dalla Bielorussia.
Lui, ora, è al sicuro in Polonia, ma in Bielorussia, sul campo, lavora tutto il suo coraggioso staff, in grado di aggiornare in tempo reale la situazione delle proteste, sia su Twitter che il canale di Telegram.

"A parte noi, non ci sono quasi altre fonti di informazione. Oggi, però, ho ricevuto la notizia che hanno aperto un procedimento penale a mio carico e che rischio anche 15 anni di prigione, solo perchè abbiamo semplicemente fornito informazioni.
La nazione polacca ci aiuta, il governo polacco aiuta molto: la Polonia è la nazione della solidarietà".
NEXTA
Blogger bielorusso
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"NEXTA", coraggioso blogger bielorusso.AP Photo

"Voglio che l'Europa adotti sanzioni contro Lukashenko"

Maksim Cherniavski, attivista bielorusso, ha deciso di fare lo sciopero della fame davanti all'edificio della Commissione Europea a Varsavia.

"Voglio che l'Unione Europea adotti e introduca urgentemente sanzioni contro il regime di Lukashenko. Per questo ho deciso di fare lo sciopero della fame, che per me è ancora più pericoloso perché soffro di sclerosi multipla. Ma continuerò fino a quando non ci saranno le sanzioni".

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"Continuerò lo sciopero della fame fino a quando non ci saranno sanzioni contro Lukashenko".AP Photo

E intanto i manifestanti urlano "uhodi" (Vattene!) a Lukashenko.

"Varsavia è con voi!"

Michal Szczerba è un deputato polacco appena tornato dalla Bielorussia.
"Varsavia è con voi, il parlamento polacco è con voi. Siamo qui, davanti all'edificio della rappresentanza della Commissione Europea per fare un appello: liberare tutte le persone arrestate negli ultimi giorni".

Il governo polacco ha appena adottato una risoluzione che condanna il regime dello "Zar di Minsk".

Le proteste in Bielorussia, intanto, continuano.

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Una ragazza simboleggia le ferite della Bielorussia.AP Photo