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Esplosione a Beirut, danni al patrimonio culturale peggio che in guerra

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Palazzo Sursock - Beirut
Palazzo Sursock - Beirut   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Dove non hanno potuto due guerre mondiali, è riuscita l'esplosione a Beirut del 4 agosto scorso: Palazzo Sursock, costruito nel 1860 sulla collina che domina il porto, non ha retto.
Dopo la guerra civile in Libano, dal '75 al '90, c'erano voluti 20 anni di attento restauro per riportare l'edificio al suo antico splendore.
Ora è un deposito di macerie.

Roderik Sursock Cochrane, proprietario del Sursock Palace, spende parole di amara sorpresa: "Ciò che mi ha colpito di più - dice - è che la casa è sopravvissuta abbastanza bene alla guerra civile. È stata danneggiata, ma non fino a questo punto. Tutti questi danni sono avvenuti in una frazione di secondo. Vent'anni di lavori di restauro sono finiti in una frazione di secondo, ed è terribile".

Il palazzo di tre piani, classificato come patrimonio culturale, testimone delle principali vicende storiche del Paese - dalla caduta dell'Impero ottomano a quella del mandato francese, sino all'indipendenza del '43 e alla guerra civile - quel presidio di storia libanese dovrà quasi essere ricostruito da zero. Ma molti pezzi pregiati sono andati persi: opere d'arte, mobili d'epoca ottomana, marmi e dipinti provenienti dall'Italia, il risultato di più di tre generazioni della famiglia Sursock, che si stabilì qui negli anni Trenta del XIX secolo.