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Addio a Franca Valeri, la "Signorina Snob" della porta accanto: aveva appena compiuto 100 anni

Franca Valeri nella parte di Cesira nel film "Il segno di Venere" (1955) di Dino Risi.
Franca Valeri nella parte di Cesira nel film "Il segno di Venere" (1955) di Dino Risi.   -   Diritti d'autore  Riproduzione autorizzata
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Franca Valeri si è spenta questa mattina, domenica 9 agosto 2020, nella sua casa di Roma, intorno alle 7.40.

L'attrice aveva compiuto da poco 100 anni, il 31 luglio scorso.

Alma Franca Maria Norsa, all’anagrafe milanese, con papà di origine ebraica non sfuggito alle leggi razziali", non era solo l’autrice della "Signorina Snob", popolarissima alla radio di quel periodo post bellico. Ma è stata molto di più: l'attrice amica, l'attrice della porta accanto, proprio per contrasto alla sua "Signorina Snob".

Ha sempre suscitato grande simpatia nel pubblico, soprattutto nelle donne, nonostante spesso interpretasse ruoli potenzialmente odiosi, ma resi divertentissimi da lei.

"Sono fatta davvero cosi", diceva di se stessa Franca Valeri.

Il nome d'arte Valeri lo prese in prestito dal poeta Paul Valery, portandole fortuna, fino ad arrivare al grande pubblico, grazie al personaggio della sora Cecioni, con le mitiche apparizioni tv a Studio Uno, proponendo anche lo stile intelligente di un humour critico come nel "Teatro dei Gobbi", da lei inventato e portato anche a Parigi, nei teatrini del quartiere latino.

Franca Valeri è stata uno straordinario talento comico, giocando molto sulla sua intelligenza in contrasto con la scarsa avvenenza (lo ammetteva lei stessa), in una società italiana e in un'epoca he per ridere aveva sempre scelto gli uomini: Tognazzi e Vianello, ma anche Sordi, Totò, Macario, gli stessi Gassman, De Sica e Mastroianni, quando i registi riuscivano a tirar fuori il loro animo comico.

Sola contri tutti, Franca Valeri, ma sapeva tenere alta la bandiera della comicità italiana al femminile.

Personaggi indimenticabili

Pur protagonista nata - l’irresistibile vedova Socrate ne è l'apoteosi - aveva fatto coppia con colleghi di peso.

I primi compagni furono Vittorio Caprioli, Alberto Bonucci (e poi Luciano Salce) nel cabaret "Carnet de notes" del "Teatro dei Gobbi", mentre alla radio la sua "Signorina Snob" graffiava da par suo la Milano bene.

La carriera cinematografica di Franca Valeri era legata soprattutto a sei film con Alberto Sordi e in particolare al celebre "Cretinetti" del "Vedovo".

Albertone e Franca: due temperamenti diversissimi che coabitavano perfetamente e si rispettavano.

In Franca Valeri hanno sempre coabitato due anime, due ironie e due stili realizzati, con eguale padronanza di osservazioni, spirito e intonazione: la milanese snob dall’erre moscia e la Sora Cecioni, romana di media volgarità, sempre al telefono con mammà.

''Oggi sto qui a casa e non nella mia casa naturale, il teatro. Non recito più e non capisco quasi nemmeno il perché. Vorrei ancora ripagare l'affetto della gente continuando a lavorare''.
Franca Valeri
in una recente intervista

Il 25 aprile, il giorno più bello

Anche l'Anpi di Milano ha voluto rendere omaggio a Franca Valeri.
Il presidente dell'Associazione Partigiani, Roberto Cenati, ha ricordato che in una recente intervista l'attrice definì "il 25 aprile il giorno più bello della sua vita perché aveva segnato la fine della guerra, di un incubo terribile e l'inizio della sua giovinezza", e questo "dopo le sofferenze subite dal regime nazifascista".
Sofferenze che la spinsero in piazzale Loreto, nonostante le preoccupazioni della madre, perché subito dopo la liberazione nelle strade si sparava ancora, per verificare se Mussolini fosse effettivamente morto.
"La ricorderemo sempre - ha aggiunto Cenati - con grande commozione ed affetto".

La malattia

Franca Valeri ha continuato a lavorare fin che ha potuto, circondata dall'affetto del suo pubblico, sempre numeroso, composto anche da giovani che l'hanno conosciuta soltanto tramite i vecchi film trasmessi in televisione.

Da anni combatteva contro la malattia.
Non era il Parkinson, ma una forma acuta di "tremore essenziale", un grave disturbo neurologico.

Ha sempre vissuto questa sua condizione con estrema lucidità e dignità, che l'ha fatta apprezzare ancor di più dal pubblico.