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Israele e Iran, i due grandi nemici uniti nell'aiuto al Libano ferito dalle esplosioni

Il luogo dell'esplosione sul lungomare di Beirut: in quella zona ci sono molti edifici importanti, chiese, moschee e uffici
Il luogo dell'esplosione sul lungomare di Beirut: in quella zona ci sono molti edifici importanti, chiese, moschee e uffici   -   Diritti d'autore  STR/AFP or licensors
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I due grandi nemici nel Medio Oriente, Israele e Iran, si ritrovano ora fianco a fianco, uniti nella solidarietà nei confronti del Libano ferito.

Israele contatterà l'inviato dell'Onu in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, per capire come aiutare concretamente il Libano dopo le devastanti esplosioni nel porto di Beirut.

Ufficialmente, il Libano non intrattiene relazioni diplomatiche o economiche con Israele, che fino al 2000 ha mantenuto una presenza militare nel sud del Paese.

La tensione tra i due Stati è alimentata dall'esistenza del partito sciita e filo-iraniano Hezbollah in Libano, con cui Gerusalemme ha ingaggiato due conflitti armati in territorio libanese, nel 1996 e 2006.

Già ieri sera i ministri degli esteri e della difesa israeliani, Gabi Ashkenazi e Benny Gantz hanno annunciato di essere pronti ad "aiuti umanitari e medici e immediata assistenza di emergenza" per il Libano.

Si sono mossi attraverso "canali internazionali diplomatici", si legge nella loro dichiarazione congiunta. Secondo Haaretz, quotidiano israeliano, si tratta della Francia e della forza di pace internazionale UNIFIL. Proprio una delle navi della missione UNIFIL ormeggiata in porto è stata danneggiata dall'esplosione.

Il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, ha twittato in arabo: "Questo è il momento di trascendere il conflitto".

Israele ha negato ogni coinvolgimento nell'incidente del porto; Hezbollah, da parte sua denuncia un sabotaggio israeliano.

Come scrive il NY Times, negli ultimi anni, i due vecchi nemici hanno cercato di evitare un'altra guerra aperta. "Hezbollah si è astenuto dall'uccidere israeliani, mentre Israele ha in gran parte evitato di uccidere i combattenti Hezbollah in Siria", dove le milizie sono schierate al fianco di Assad.

Meno di una settimana fa, però, ufficiali militari israeliani denunciavano di aver sventato il raid di un "commando terrorista" di Hezbollah nell'area di confine contesa. Il gruppo sciita ha negato ogni accusa.

Quanto all'Iran, il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, ha affermato che Tehran è pronta ad aiutare lo stato alleato in ogni maniera. Il giorno dopo l'esplosione sono stati inviate 15 tonnellate di prodotti medici dal valore di 150mila dollari e 45 tonnellate di prodotti alimentari, come indicato a Euronews dal capo della Croce Rossa iraniana, Karim Hemmati.

Inoltre, l'Iran ha messo a disposizione 50 letti per ospedali da campo, due sale attrezzate e 15 specialisti sanitar, pronta all'occorrenza ad inviare anche respiratori, unità di terapia intensiva e macchine per la dialisi se ce ne fosse bisogno. Il presidente iraniano Hasan Rouhani ha chiesto espressamente alla Croce Rossa di accelerare i tempi.

Il governatore di Beirut, Marwan Abboud, ha parlato di catastrofe nazionale parlando al suo popolo in lacrime, in un messaggio televisivo.

La forza delle esplosioni ha ricordato ai residenti di Beirut i bombardamenti durante la guerra civile del 1975-1990. Luna Safwan, giornalista freelance nella capitale libanese, ha dichiarato a Euronews di aver sentito le esplosioni a Baabda, la collina dove è situato il palazzo presidenziale, a quasi dieci chilometri dal porto. I suoi genitori, testimoni della guerra civile, non avevano mai assistito ad un'esplosione del genere .

Massad Barhum, direttore dell'ospedale di Naharya, nel nord di Israele non distante dal confine con il Libano, ha lanciato dalla Radio Militare un appello in arabo ai dirigenti libanesi affinchè inoltrino i feriti direttamente nel suo ospedale sottolineando che non c'è tempo da perdere e che ogni minuto conta per salvare vite umane. Barhum ha detto anche di aver avvertito dalla cittadina il boato dell'esplosione di Beirut.

Come annunciato dal sindaco Ron Huldai, infine, questa sera la facciata del Comune di Tel Aviv in Piazza Rabin sarà illuminata con i colori della bandiera libanese "L'umanità - ha scritto su twitter - viene prima di ogni conflitto e i nostri cuori sono con il popolo libanese in questo terribile disastro".