ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Quali sono i leader mondiali contagiati dal Covid-19?

AP e aFP
AP e aFP
Dimensioni di testo Aa Aa

Teoricamente nessuno è al riparo dall'infezione del coronavirus, lo dimostra l'ormai lunga lista di leader e capi di stato che hanno contratto in vario modo il contagio ed alcuni hanno anche sviluppato la malattia. Fra gli ultimi della schiera tre personalità politiche latinoamericane: la presidente ad interim della Bolivia Jeanine Añez lo ha reso noto il 9 luglio, così come il numero 2 del governo venezuelano Diosdado Cabello.

AFP

Jeanine Añez, candidata di destra alle elezioni presidenziali boliviane del 6 settembre, ha pubblicato diversi messaggi su Twitter per rassicurare sulla sua salute: "Sono positiva al Covid-19, sto bene, lavorerò in isolamento. Insieme, andremo avanti. Resterò in quarantena per quattordici giorni e farò un altro test. Mi sento bene".

Tre membri del suo governo, tra cui i ministri della Presidenza Yerko Nuñez e Health Eidy Roca, hanno anche dichiarato in questi giorni di essere positivi al test.

La clamorosa new entry del presidente brasiliano

Mercoledì 8 luglio era stata la volta del presidente brasiliano Jair Bolsonaro che annunciava di essersi infettato.

AFP

La sua telenovela è stata quella della negazione della malattia fino all'ultimo tanto che il paese che avrebbe potuto contenere meglio l'infezione ha scalato tutte le classifiche di contagi e decessi. La sua politica decisionista e a volte priva del senso della realtà lo ha spinto ad aumentare il numero dei test quando ormai era troppo tardi, così il paese è stato ormai catalogato come il motore sudamericano della diffusione e distribuzione del virus.

Le contaminazioni eccellenti

Le contaminazioni consentono di repertoriare un mondo politico relativamente periferico e che all'inizio sembrava lontano dal rischio di una pesante pandemia. Va chiarito che SARS-CoV-2 è ancora molto attivo in Sud America e lo sarà ancora nonostante le misure precauzionali che per esempio il Perù aveva adottato nel tentativo di schivare l'infezione.

AFP

Il presidente dell'Honduras, Juan Orlando Hernandez, è stato ricoverato in un ospedale militare a Tegucigalpa il 17 giugno. Il paese se la cava con circa 30 mila casi e non ancora mille morti.

AP Photo

Il 16 giugno, il capo indigeno Paulinho Paiakan, uno dei più accaniti difensori della foresta pluviale amazzonica nonché cacique del popolo Kayapo è morto di coronavirus all'età di circa 65 anni.

Qualche settimana prima, il 14 aprile, Wilson Witzel, governatore dello stato di Rio de Janeiro, difensore delle misure sanitarie contro il coronavirus a differenza del presidente Bolsonaro, aveva contratto anche il coronavirus.

Il ministro brasiliano delle miniere e dell'energia è risultato positivo al Covid-19 molto presto col dilagare della pandemia dal 18 marzo. Questa informazione è stata comunque data dopo l'annuncio del test positivo anche del generale Augusto Heleno, capo del gabinetto di sicurezza istituzionale del presidente Bolsonaro.

Nord America e Caraibi

La sindaca della città americana di Atlanta Keisha Lance Bottoms, il cui nome è stato proposto come possibile alleata politica del candidato alla presidenza Joe Biden, ha annunciato il 7 luglio di essere risultata positiva al coronavirus.

AP Photo

Il senatore repubblicano Rand Paul era stato il primo politico di spicco negli Stati Uniti a risultare positivo a Covid-19 il 22 marzo. Da allora, diversi membri del Senato e della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti hanno dato risultati positivi.

Sophie Grégoire Trudeau, moglie del primo ministro canadese Justin Trudeau, aveva contratto il Covid-19 dopo un viaggio a Londra il 12 marzo. Suo marito era allora in piena quarantena ma ha continuato a lavorare.

Europa

La First Lady ucraina Olena Zelenska ha annunciato su Facebook il 12 giugno di essere positiva poiché i nuovi casi si moltiplicavano nell'ex repubblica sovietica. Aveva dichiarato che suo marito, il presidente Volodymyr Zelensky, e i loro due figli erano invece negativi al test del Covid-19.

AP Photo

Il premier britannico Boris Johnson aveva affrontato la crisi sanitaria con assoluta incoscienza tanto da sostenere che si poteva continuare a "stringere la mano a tutti". Poi si è ammalato agli inizi di aprile ed è stato ricoverato in terapia intensiva dove è stato curarto per 3 giorn col rischio di dover essere intubato. Alla fine è stato più forte della malattia ma ha dovuto socntare un perioso medio di convalescenza che non gli ha consentito di rimetteri subito alla lavoro. Solo a fine aprile ha ripreso a guidare il governo.

Fra le teste coronate che hanno avuto la visita del virus non c'è stato soltanto Carlo d'Inghilterra ma anche il principe Alberto di Monaco (sta per festeggiare i 15 anni tondi tondi del suo governo) che ha confessato di aver avuto paura, come tutti del resto. Anche lui ha comunque superato la battaglia e adesso deve far ripartire il Principato che non è stato proprio beneficato dalla passata della pandemia. Per il virus il sangue blu è uguale a tutti gli altri.