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George Floyd: Washington epicentro della protesta, mobilitazioni in Europa

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Non si fermano negli Stati Uniti le manifestazioni in memoria di George Floyd, morto lo scorso 25 maggio, e di protesta contro la brutalità della Polizia.

Centinaia di persone lo hanno commemorato a Fayetteville, sua terra d'origine, nel North Carolina, stesso discorso ad Arlington, in Virginia: per loro, questa morte deve diventare l'occasione per cambiare le carte in tavola sul fronte - discriminazione.

"Non importa chi siamo, da dove veniamo, che aspetto abbiamo o chi amiamo - dice il Reverendo Adrian Nelson - purché riconosciamo che siamo nella stessa comunità e tutti esseri umani: quello che si è perso a Minneapolis è l'umanità di George Floyd".

Intanto, spunta l’ennesimo video che infiamma ancor più l’America - involontario protagonista un 33enne afroamericano morto lo scorso marzo dopo essere stato fermato da alcuni agenti - proprio nel giorno della mega manifestazione a Washington.

Qui, centinaia di migliaia le persone in piazza, contro il razzismo e contro i metodi della Polizia nei confronti degli afroamericani, in una delle più grandi manifestazioni della storia della capitale.

Gruppi si sono radunati in diversi punti della città con cartelli e cori invocanti giustizia per George Floyd e per gli afroamericani vittime delle violenze.

Alex Brandon/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
AP PhotoAlex Brandon/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Tam-tam europei

Un gran numero di manifestanti si è radunato invece in Piazza del Parlamento a Londra, sulla scia dell'onda di protesta statunitense per la morte dell'afroamericano George Floyd, avvenuta in Minnesota la scorsa settimana.

L'evento, presentato come una manifestazione anti-razzismo, è stato condannato dal Governo britannico, che ha esortato le persone a non assembrarsi, a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus.

"Sto dimostrando solidarietà al popolo americano che ha sofferto troppo a lungo - dice una manifestante - l'attacco alle persone di colore riguarda gli stessi diritti: si tratta della supremazia bianca che è diffusa in America ancora adesso e non dovrebbe esistere".

Manifestazioni di rabbia e solidarietà si susseguono da giorni nelle città di tutto il mondo: tante le presenze anche a Place de la Concorde a Parigi, pochi giorni dopo i disordini a margine delle proteste in nome di Adama Traoré, ragazzo di colore morto nel 2016 mentre era in stato di fermo.

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A Berlino erano oltre 15.000 i dimostranti ad Alexanderplatz. Vestiti di nero, a sostegno del movimento #BlackLivesMatter. "Il razzismo viene dal pregiudizio e il pregiudizio viene dall'ignoranza e dalla stupidità e penso sia importante spiegarlo alla gente. E' importante essere qui, per un futuro più luminoso". spiega una giovane. "Quando è troppo è troppo", dichiara un 27enne nigeriano che vive nella capitale tedesca. "Non possiamo far finta di niente e dire che tutto va bene".

Prima ancora, negli States...

Avevano sfidato il coprifuoco, imposto dal Sindaco di New York, Bill De Blasio, le migliaia di persone in piazza contro la violenza razziale.

I saccheggi e gli atti vandalici dei giorni scorsi hanno lasciato il posto a una protesta per lo più pacifica, che si è estesa a diverse città, dopo che la procura del Minnesota ha aggravato l'imputazione da omicidio colposo a volontario nei confronti dell'ex agente di Polizia che ha ucciso l'afroamericano George Floyd.

Il Presidente Trump ha rilasciato una dichiarazione alla stampa: "Indipendentemente dalla razza, dal colore, dal sesso o dal credo, tutti devono ricevere un trattamento equo da parte delle forze dell'ordine - ha detto Trump - abbiamo visto tutti quello che è successo la settimana scorsa. Non possiamo permettere che accada. Speriamo che George (Floyd) stia guardando giù in questo momento e stia dicendo che questa è una grande cosa che sta accadendo per il nostro Paese. È un grande giorno per lui. È un grande giorno per tutti".

Parole, quelle di Trump, arrivate da una Casa Bianca blindata dalle forze dell'ordine.
Joe Biden, candidato democratico alla presidenza, ha attaccato la retorica del Presidente: "Le ultime parole di George Floyd 'Non riesco a respirare' hanno fatto eco in tutta la Nazione e, francamente, in tutto il mondo - ha dichiarato Biden - per il Presidente, cercare di mettere altre parole in bocca a George Floyd, penso francamente che sia spregevole".

Nonostante la pandemia, il coprifuoco e il dispiegamento delle forze dell'ordine, la protesta del #BlackLivesMatter continua a infiammare l'America.