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Usa: accusa di omicidio volontario per i 4 poliziotti coinvolti nella morte di George Floyd

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Usa: accusa di omicidio volontario per i 4 poliziotti coinvolti nella morte di George Floyd
Diritti d'autore  Hennepin County Jail / AFP
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Omicidio volontario. La Procura di Minneapolis inasprisce le accuse contro l'ex poliziotto Derek Chauvin e altri tre ex agenti coinvolti nella morte dell'afroamericano George Floyd. Nell'ordinamento statunitense viene indicato come omicidio di secondo grado, manca solo la premeditazione.

Lo ha reso noto su Twitter la senatrice del Minnesota, Amy Klobuchar

E mentre oltre mille persone stanno protestando pacificamente nella capitale davanti a Capitol Hill, il capo Pentagono smentisce il Presidente Trump ed esclude il dispiegamento dell'esercito per le strade. Non ne esistono i presupposti, dice il segretario alla Difesa, Mark Esper.

Sono circa 10 mila i manifestanti arrestati in tutto il Paese dal 26 maggio, l'inizio delle proteste per la morte di Floyd.

Capo Pentagono contro Trump: no a militari per strada

Il segretario alla Difesa statunitense, Mark Esper ha affermato che non esistono i presupposti per invocare l'Insurrrection Act, la legge del 1807 che il presidente Donald Trump ha minacciato di applicare inviando l'esercito a stroncare le manifestazioni di protesta.

"L'opzione di usare le forze armate in servizio attivo in un ruolo di polizia può essere scelta come estrema risorsa in una situazione di massima gravità e urgenza, situazione in cui adesso non ci troviamo", ha spiegato Esper in conferenza stampa.

"Credo e continuo a credere che la Guardia nazionale sia meglio adatta per fornire il sostegno ale autorità civili: lo dico non solo come Segretario alla Difesa ma come ex militare ed ex membro della Guardia nazionale: non sono d'accordo con l'applicazione dell'Insurrection Act", ha concluso Esper.

Lunedì Trump aveva dichiarato che se la Guardia nazionale non avesse "dominato le strade" avrebbe fatto ricorso al provvedimento per inviare l'esercito negli stati in cui le proteste si sono intensificate.

Capo polizia Houston: "Trump stia zitto"

"A nome dei capi della polizia di questo Paese, se tu non hai qualcosa di costruttivo da dire, tieni la bocca chiusa". E' il commento che il capo della polizia di Houston, Art Acevedo, ha rilasciato alla Cnn, commentando gli interventi del presidente Donald Trump che aveva chiesto ai governatori di usare il pugno duro per non apparire "idioti" e "deboli". "In quel modo - ha aggiunto Acevedo - tu metti a rischio giovani uomini e donne. Sia chiaro, non vogliamo che la gente prenda per debolezza la gentilezza, ma non vogliamo rovinare ciò che abbiamo costruito qui a Houston". "Questa non è Hollywood - ha concluso - qui ci sono in gioco vite vere".

Quincy Floyd "Vogliamo giustizia adesso"

Quincy Mason Floyd ha visitato a Minneapolis il luogo dove è morto suo padre, George. "Vogliamo giustizia - ha detto il ragazzo, uno dei due figli della vittima, l'altra e' Gianna, 6 anni - e la vogliamo adesso. Stare qui è tutto fortemente emotivo. Nessuno dovrebbe restare senza il padre".

Onu condanna "razzismo strutturale" Usa e attachi a media

L'Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha condannato il "razzismo strutturale" negli Stati Uniti e ha espresso preoccupazione per "l'attacco senza precedenti" contro i giornalisti che coprono le proteste scoppiate in tutto il Paese dopo l'uccisione dell'afroamericano George Floyd a Minneapolis.

"Le voci che chiedono una fine alle uccisioni di afroamericani inermi devono essere ascoltate", ha esortato Bachelet in una dichiarazione ufficiale, "le voci che chiedono una fine alla violenza della polizia devono essere ascoltate, come pure quelle che chiedono la fine del razzismo endemico e strutturale che degrada la società americana".