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Come il Covid-19 sta favorendo l'ascesa dei gruppi di estrema destra negli Stati Uniti

Manifestazione contro le misure di contenimento anti-Covid-19 a Concord, New Hampshire, il 2 maggio 2020.
Manifestazione contro le misure di contenimento anti-Covid-19 a Concord, New Hampshire, il 2 maggio 2020.   -   Diritti d'autore  Michael Dwyer/Ap
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Negli Stati Uniti la pandemia di coronavirus ha fornito terreno fertile all'estrema destra. Da settimane milizie antigovernative, gruppi di destra radicale e teorici della cospirazione partecipano alle manifestazioni contro le misure di contenimento che si sono svolte in vari stati, dal Michigan al Texas, dalla California al Massachusetts.

Secondo vari analisti intervistati da Euronews questo coinvolgimento, un misto di opportunismo e militanza, ha diversi obiettivi: accelerare la standardizzazione, aumentare la visibilità e facilitare il reclutamento.

L'elezione di Donald Trump alla presidenza, una candidatura "da loro fortemente sostenuta", aveva complicato i loro piani: come "mantenere il proprio livello di rabbia e di attività quando una persona che si sostiene è a capo del governo?".

Ma la pandemia "è stata una fortuna perché i governatori statali e locali, non il governo federale, sono stati i principali sostenitori delle restrizioni. Gli estremisti antigovernativi sono stati in grado di indirizzare la loro rabbia contro gli enti locali e regionali - a guida soprattutto democratica, ma non solo - piuttosto che contro Trump".

Il momento è propizio perché, secondo Pitcavage, queste milizie da tempo diffidano delle pandemie, dall'H1N1 alla SARS all'Ebola. I loro membri sono convinti da molti anni che il governo federale potrebbe usare una pandemia, reale o inventata, come scusa per dichiarare la legge marziale e "sospendere la Costituzione". Una sospensione che potrebbe includerebbe il Secondo Emendamento, che disciplina il porto d'armi. Molti membri di questi gruppi si sono uniti alle proteste armati di fucili semiautomatici, numerosi caricatori e armamenti quasi militari.

La loro reazione è stata rapida: "Si sono attivati già a febbraio, incitando ad opporsi alle misure anti-pandemiche e in aprile hanno organizzato alcune delle prime manifestazioni pubbliche in Ohio e Michigan", spiega il ricercatore della Anti-Defamation League. Poi altri gruppi, più convenzionali, hanno iniziato a organizzare manifestazioni "per la riapertura", a cui in un secondo momento si sono uniti gli estremisti antigovernativi.

Cory Morse/MLive/Grand Rapids Press
Membri della Michigan Liberty Militia durante un evento a Grand Rapids, Michigan, il 18 maggio.Cory Morse/MLive/Grand Rapids Press

Propaganda e reclutamento

Per i gruppi più radicali "le dimostrazioni anti-confinamento offrono un'opportunità per il reclutamento e la diffusione dei loro messaggi. La copertura dei media assicura una larga diffusione ad alcuni dei loro messaggi più estremi. Quindi c'è un netto vantaggio in termini di propaganda", spiega Heidi Beirich, co-fondatrice del Global Project Against Hate and Extremism.

Per Beirich, acuta osservatrice dell'estrema destra americana da più di 20 anni, poiché la maggior parte dei manifestanti non sono apertamente etno-nazionalisti - "molti sembrano essere dell'era del Tea Party" - stare con loro ad una manifestazione ha un effetto assimilativo sui gruppi più estremisti.

Michael Dwyer/Ap
Manifestazione contro le misure di contenimento anti-Covid-19 a Concord, New Hampshire, il 2 maggio 2020.Michael Dwyer/Ap

"Pensano 'beh, dopo tutto il mio gruppo non può essere così male, siamo qui con un sacco di gente comune'. Così partecipare a queste manifestazioni ha un effetto normalizzante sulle idee più estreme". Durante queste manifestazioni si crea una convergenza ideologica. "Molte delle manifestazioni sono contro governatori democratici e gran parte dell'estrema destra americana in questo momento sostiene Trump. Così i gruppi più radicali si allineano alle posizioni pro-Trump di gruppi conservatori ma più mainstream".

Al di là dell'attuale situazione sanitaria, questi gruppi "si sentono incoraggiati da un presidente che, come loro, parla spesso di cospirazioni e ha avuto parole di sostegno per coloro che hanno marciato a Charlottesville con simboli nazisti".

Il movimento "boogaloo" sta uscendo dall'ombra

In questa rinascita dell'attivismo militante, il movimento "boogaloo" è tra i gruppi più radicali. Frutto di una cultura Internet che mescola i meme e l'umorismo trash dei forum anonimi, i suoi membri auspicano niente di meno che una seconda guerra civile.

Il nome è tratto da un film degli anni '80, "Breakin' 2: Electric Boogaloo", ed era usato soprattutto come sinonimo di un brutto sequel prima di essere ripreso dall'estrema destra.

"Sono molto più espliciti e specifici nelle loro minacce, non vedevo niente del genere da tanto tempo", ha detto ad AP J.J. MacNab, un ricercatore della George Washington University. Secondo MacNab, la loro retorica va al di là delle discussioni per contrastare le restrizioni per combattere Covid-19, misure che molti manifestanti descrivono come "tirannia". Alcuni parlano esplicitamente di uccidere agenti dell'FBI o agenti di polizia "per accelerare l'inizio della guerra".

Le forze dell'ordine dicono di aver sventato diversi tentativi di attentati dinamitardi organizzati da persone con legami con il movimento o che per lo meno usano la stessa terminologia. A marzo, nel Missouri, un uomo con legami neonazisti è stato ucciso a colpi di pistola quando gli agenti dell'FBI hanno cercato di arrestarlo.

Timothy Wilson, 36 anni, aveva in programma di fare esplodere una bomba in un ospedale della zona di Kansas City il giorno in cui sarebbero entrate in vigore le misure di contenimento contro Covid-19. Stando a quanto detto da un agente dell'Fbi che era entrato in contatto con lui sotto copertura, Wilson gli aveva detto che il suo obiettivo era quello di "lanciare una rivoluzione" e aveva descritto i suoi piani come "Operazione Boogaloo".

Movimenti online molto attivi

Un rapporto del 22 aprile del Tech Transparency Project, che monitora le aziende tecnologiche, ha individuato 125 gruppi "boogaloo" su Facebook, che hanno attirato decine di migliaia di iscritti nei 30 giorni precedenti. Il rapporto sostiene che la crisi sanitaria legata al coronavirus sia stata un fattore chiave di questa rapida crescita.

"Alcuni sostenitori di boogaloo - si legge nel rapporto - considerano le misure di salute pubblica e le linee guida dello Stato e della città come una violazione dei loro diritti, e cercano di sfruttare la frustrazione pubblica per attirare nuovi sostenitori alla loro causa". Da allora Facebook ha vietato l'uso di "boogaloo" e dei termini correlati "se accompagnati da dichiarazioni e immagini di violenza armata".

Michael Dwyer/Ap
Membri di un movimento di estrema destra partecipano a una manifestazione contro le misure anti-Covid-19 a Concord, New Hampshire, 18 aprile 2020.Michael Dwyer/Ap

Non sono solo gli attivisti radicali ad aver usato il web per mobilitare il pubblico contro le misure di contenimento. Quando l'Illinois ha ordinato la chiusura di attività non essenziali per fermare l'avanzata del coronavirus, Josh Ellis ha detto che questo minacciava la sua libertà e gli Stati Uniti, così ha lanciato un appello a manifestare contro le misure.

"È diventato subito virale", ha detto Ellis all'AFP, e all'inizio di aprile questo successo lo ha spinto a creare una pagina Facebook, American Revolution 2.0, per coordinare l'organizzazione delle manifestazioni.

La pagina è stata chiusa per aver violato le regole del social network, ma la sua organizzazione è cresciuta e ora riunisce gli oppositori delle misure di contenimento, le milizie locali e gli attivisti religiosi.

"Facebook è utile, ma non è il nostro unico strumento", dice Josh Ellis, 40 anni, che gestisce anche account Twitter e Telegram e un sito web. Si occupa anche del sito web di My Militia, che descrive come una "rete di patrioti americani".

"Mentre neo-nazisti e suprematisti bianchi sono ancora attivi su piattaforme alternative come Telegram, la loro capacità di organizzarsi pubblicamente e di reclutare sui principali social network è stata frenata negli ultimi tre anni", afferma Brian Friedberg, ricercatore di Harvard. Cita in particolare le indagini giornalistiche, le azioni degli attivisti antifascisti e le conseguenti cancellazioni di account che hanno "portato a cambiamenti nelle condizioni di utilizzo di siti come Youtube, Twitter e Facebook".

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Una milizia locale durante una manifestazione per protestare contro le misure di contenimento a Columbus, Ohio, il 20 aprile 2020.MEGAN JELINGER/AFP

Convergenza tra complottisti

Secondo Friedberg è stato il movimento complottista Qanon quello che ha avuto più successo nell'utilizzare la pandemia per reclutare nuovi membri durante le manifestazioni e le proteste online e "diffondere il suo messaggio anti-istituzionale attraverso la diffusione di hashtag, frasi in codice e meme".

"Ispirato da decenni di teorie cospirative", il movimento si fonda su "una posizione anti-governativa e una cieca devozione a Donald Trump" che "si allinea alle idee del movimento MAGA [Make American Great Again]," i tradizionali sostenitori del presidente degli Stati Uniti. Di conseguenza, "i seguaci di Qanon di tutti i ceti sociali stanno reclutando attivamente amici e familiari, usando l'ansia del confinamento e delle vaccinazioni come mezzo per attirare nuovi membri".

Gruppi di vario tipo così hanno finito per convergere e condividere le stesse idee, piuttosto che farsi concorrenza. "Sembra che questi movimenti si stiano mescolando sempre di più, poiché rifiutano le argomentazioni dei professionisti della salute su Covid-19 e sulle misure di contenimento", dice Heidi Beirich, "così l'idea secondo cui l'emergenza Covid-19 sia solo propaganda si è fatta strada tra i no-vax, ma anche tra i cospiratori di Qanon e naturalmente tra i suprematisti bianchi".