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Luoghi di culto, Trump minaccia i governatori: "Apriteli o vi esautoro"

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Luoghi di culto, Trump minaccia i governatori: "Apriteli o vi esautoro"
Diritti d'autore  Alex Brandon/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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La gente chiede di poter partecipare alle funzioni religiose nelle chiese, nelle sinagoghe, nelle moschee, "riapritele". Così il presidente americano Donald Trump ai governatori statunitensi. Il presidente ha chiesto che i luoghi di culto tornino ad ospitare i fedeli immediatamente e ha accompagnato la richiesta con una minaccia.

"I governatori devono fare la cosa giusta e permettere che questi importantissimi luoghi di fede essenziali si aprano per questo fine settimana - ha detto Trump - Se non lo fanno esautorerò i governatori". Fatto pressoché impossibile negli Stati Uniti dove molto è delegato ai governatori. Ma Trump in piena campagna elettorale cerca consenso tra i fedeli, soprattutto cristiani e cerca di mettere a tacere chi in queste settimane ha corso in autonomia e adottato politiche spesso apprezzate (tipo il debutto precoce rispetto al resto del Paese, del lockdown in California).

La spaccatura è profonda tra il presidente e certi governatori, in testa il governatore democratico di New York Andrew Cuomo e quello californiano, figure che nei mesi della crisi del Covid-19, sono emerse con maggiore forza.

Il governatore della California: "Noi pronti lunedì"

Il governatore della California, il democratico Gavin Newsom ha rilanciato facendo sapere a Trump di aver collaborato in lungo e in largo per il Paese con le diverse comunità religiose "lavorando sulla differenziazione: le grandi chiese e le piccole di quartiere, per attuare diversi protocolli sanitari ad esempio per sinagoghe e altri luoghi di culto. Abbiamo lavorato su linee guida settoriali - ha aggiunto - e siamo a poco dalla fine, al più tardi lunedì emetteremo le linee guida".

L'ultima battaglia tra casa bianca e governatori si gioca mentre gli Stati Uniti sfiorano quota 100mila morti a causa del coronavirus e i casi sono oltre 1 milione e 600mila. Timidamente però anche gli Stati più colpiti cercano di passare alla fase 2, per esempio lo Stato di New York ha concesso i raduni fino a 10 persone. Sempre consigliata, anche qui linea divergente rispetto al presidente, la mascherina che diventa anche protagonista di un concorso #WearAMask

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