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"Stroncare il Coronavirus, difendere la democrazia"

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"Stroncare il Coronavirus, difendere la democrazia"
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Attenzione, nel debellare il virus, a non minare democrazie e stato di diritto in Europa. La vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza mette in guardia dall'applicazione delle legislazioni speciali, in questo periodo di crisi. "Di per sé non è uno strappo allo stato di diritto - dice a Euronews - ma dobbiamo essere ancora più vigilanti". Ospite di The Global Conversation, Věra Jourová ci parla poi anche dell'intensificarsi dell'offensiva di disinformazione contro l'Europa da parte di fonti vicine al Cremlino e della volontà di Bruxelles di seguire da vicino, l'applicazione della legislazione d'emergenza in Ungheria. "E' arrivato il momento di ricorrere a un altro strumento che finora non è stato ancora mai utilizzato - ci dice -: il condizionamento dei nostri finanziamenti al rispetto dei principi dello stato di diritto".

Lotta al virus e limitazione delle libertà: "Valgono i principi di proporzionalità, necessità e durata limitata nel tempo"

Sándor Zsíros, Euronews
"Molti di noi stanno rinunciando a parte delle proprie libertà per contrastare il virus. Quanto possono spingersi queste limitazioni in nome della sanità pubblica?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza "In questo momento sono venti i paesi che hanno adottato simili misure d'emergenza. Mi chiede quanto possono spingersi queste limitazioni. Il principio è che - anche in situazioni d'emergenza - anche le misure adottate da governi a cui siano stati riconosciuti poteri straordinari, devono essere proporzionate, strettamente necessarie e limitate nel tempo da una scadenza. Devono poi essere sottoposte a uno stretto controllo parlamentare. E questo significa sotto il controllo del popolo, attraverso i suoi rappresentanti in parlamento. Anche i media devono poi ovviamente fare il loro lavoro. Questi sono quindi i parametri che ora stiamo sorvegliando. E parlo di un monitoraggio in tutti gli stati membri".

Copyright 2020 The Associated Press. All rights reservedThibault Camus

Euronews "Verranno probabilmente adottate ulteriori misure. Alcuni governi ipotizzano la geolocalizzazione dei telefoni cellulari, per verificare gli spostamenti e tracciare la pandemia. Vi preoccupa la protezione dei dati personali?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza "Non al momento. E' una questione che però riguarda questi strumenti. Vogliamo che i cittadini esprimano anzitutto il loro consenso a prestarsi a simili soluzioni. E lo stesso vale per le varie soluzioni digitali che stanno adottando e sperimentando diversi paesi membri. E' come per i regimi d'emergenza: sono misure che non devono restare in vigore per sempre, ma che devono restare specifiche e limitate nel tempo alla contestuale situazione d'emergenza".

"Non dare per scontato l'automatico ritorno alla normalità. La democrazia va difesa"

Euronews "Ritiene che il Coronavirus ridisegnerà le democrazie europee?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza

"Beh, credo sia un fattore che cambierà molte cose. Gli ottimisti dicono che questa crisi ci indurrà a sperimentare soluzioni nuove. Soprattutto il settore digitale, che sta ora dando un contributo così importante, dovrebbe guadagnare in dinamismo. Sul piano delle democrazie, dello stato di diritto e dei diritti fondamentali, auspicherei però piuttosto un ritorno alla normalità. Dico questo perché quello di cui disponevamo - e di cui disponiamo ancora - è il migliore impianto immaginabile per le nostre società. Nella nostra storia, le dittature hanno dimostrato di non essere dalla parte del popolo. Il loro prezzo di sangue è poi stato altissimo. E' per questo che dobbiamo difendere le nostre democrazie con le unghie e con i denti. Per questo che dobbiamo limitare il ricorso a poteri eccezionali. E' quindi molto importante che poi si torni alla normalità. Rispetto a questo vorrei però aggiungere un'ultima cosa. E cioè che l'adozione di regimi d'emergenza non significa, di per sé, che si agisca al di fuori del quadro democratico".

Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.Kirsty Wigglesworth

Il caso Ungheria: "Non neghiamo i rischi per lo stato di diritto. Pronti a nuove misure"

Euronews

"C'è un paese, l'Ungheria, in cui non è però chiaro quanto resterà in vigore la legislazione d'emergenza, quanto dureranno le misure eccezionali e come avverrà il ritorno alla normalità. Si può ancora parlare di funzionamento democratico?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza

"La sua è una domanda piuttosto spinosa e non le risponderò in maniera diretta. Le dirò soltanto che il testo della legge non specifica una scadenza precisa del regime d'emergenza. Quando se ne parla però con i nostri amici ungheresi, ci dicono che il parlamento può sospenderlo in qualsiasi momento. Dobbiamo quindi aspettare e vedere come questi poteri speciali che sono stati riconosciuti al governo saranno applicati concretamente. Stando poi alla lettera del testo, si direbbe che la legge non differisce sostanzialmente da quelle adottate in questo momento d'emergenza da altri paesi. Bisogna però riconoscere che il contesto è difficile, alla luce soprattutto della diffidenza che c'è stata in passato nei confronti del governo ungherese e del suo primo ministro. Sa, a causa del deterioramento del suo stato di diritto, l'Ungheria è già oggetto della procedura prevista dall'articolo sette del Trattato sull'Unione Europea. E' certo quindi che l'attuale legislazione speciale, in un contesto del genere, ci suggerisce di restare vigilanti su come viene concretamente applicata".

MTVA - Media Service Support and Asset Management FundZoltan Mathe

Euronews "Perché, all'approvazione di queste leggi, la reazione della Commissione Europea è stata così blanda? Le vostre prime dichiarazioni non menzionavano nemmeno esplicitamente l'Ungheria...".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza

"Le nostre prime dichiarazioni hanno anzitutto fatto un importante richiamo ai principi a cui attenersi: il principio di necessità, quello di proporzionalità, quello della contingenza e della durata limitata nel tempo. Non voglio quindi nascondere le ombre e i problemi legati alla situazione dell'Ungheria. Mi ripropongo anzi di fare il mio lavoro con la massima responsabilità. Questo non vuole però dire agire da militante o travalicare le mie competenze".

Euronews "Che cosa può fare l'Unione Europea per assicurarsi che lo stato di diritto non sia un'altra vittima di questa pandemia?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza "Dico sempre che nel debellare il Coronavirus, dobbiamo fare attenzione a non spazzare via anche le democrazie e i diritti fondamentali in Europa. Molto semplicemente non dobbiamo cioè riposare sull'idea che regole democratiche e diritti fondamentali torneranno automaticamente in vigore come prima. Quello che dobbiamo fare è invece giocare d'anticipo. E' arrivato il momento di ricorrere a un altro strumento che finora non è stato ancora mai utilizzato. Parlo cioè della possibilità di condizionare i nostri finanziamenti al rispetto dei principi dello stato di diritto. Ed è una soluzione che abbiamo già proposto. Perché se qualcuno si ostina a non capire che dobbiamo attenerci ai nostri valori, forse capirà il linguaggio dei soldi. Sono queste alcune delle soluzioni che credo potremmo adottare in futuro".

MTVA - Media Service Support and Asset Management FundZsolt Czegledi

Fake news e disinformazione: "Si intensificano gli attacchi da fonti vicine al Cremlino"

Euronews "Le fake news possono in questo momento risultare davvero fatali, soprattutto per le persone più vulnerabili. Ritiene che i social media e l'Unione Europea stiano facendo abbastanza per proteggerle?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza "Chi vive una situazione di stress è non solo più facile da manipolare, ma anche più vulnerabile ed esposto a offerte commerciali immorali, se non - talvolta - addirittura illegali. E' quindi il momento di intervenire contro pratiche di questo genere. Lavoriamo quindi per dare il massimo risalto alle informazioni affidabili e ufficiali e, al contempo, per ridurre invece al massimo la visibilità e l'impatto della disinformazione e delle notizie false".

Euronews "Quali, a suo avviso, i paesi che più stanno dando spazio a queste fake news? E cosa fa l'Unione per contrastarle?".

Věra Jourová, vicepresidente della Commissione Europea per i valori e la trasparenza "Nel suo ultimo rapporto, così come già nei precedenti, il nostro Servizio europeo per l'azione esterna ha constatato un'importante attività di disinformazione da parte di fonti sostenitrici del Cremlino. E questa dinamica sta proseguendo anche durante l'attuale crisi sanitaria. Assistiamo a un'intensificazione della propaganda contro l'Unione Europea, ma non combatteremo mai con le stesse armi. Non ricorreremo alla disinformazione per contrastare chi diffonde queste fake news. La nostra risposta consiste e consisterà piuttosto nel fornire ai cittadini un'informazione affidabile, che riposi su fatti e cifre facilmente verificabili. Questa credo sia la migliore risposta".

SputnikAlexei Druzhinin