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Coronavirus, Trump: "il peggio arriva adesso"

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Coronavirus, Trump: "il peggio arriva adesso"
Diritti d'autore  Mary Altaffer/Associated Press
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Altri 1300 cittadini hanno perso la vita nell'epidemia di coronavirus che negli Stati Uniti scolpisce sempre più duramente.

Il conto dei decessi supera cosi gli 8mila mentre quello dei contagi i 300mila. Lo stato piû colpito resta ancora quello di New York, dove l'infezione si estende a macchia d'olio. Qui la Cina ha inviato mille ventilatori polmonari per gli ospedali ormai allo stremo: "una donazione che farà la differenza" ha ringraziato il governatore Andrew Cuomo, anche se a ieri in effetti ne mancavano 1500 solo per la città di New York.

E intanto, da Washington continua a mancare un ordine federale per la serrata: l'obiettivo resta anzi riaprire il paese quanto prima secondo Donald Trump, che pure non nasconde la criticità della situazione

"Continueremo a reagire - ha dichiarato - ma quella in arrivo sarà probabilmente la settimana più dura. Ci attendiamo molti morti, purtroppo; ma comunque molti meno di quanti ne avremmo avuti se non avessimo fatto nulla. Ma saranno comunque molti".

Il marciapiede della speranza

Ma non è solo a New York che l'epidemia ha sconvolto la vita degli americani

A New Orleans, i marciapiedi dell'Ochsner Medical Center - che nei giorni scorsi è stato letreralmente travolto dall'emergenza - si sono riempiti di messaggi di incoraggiamento per medici e infermieri.

Un gesto semplice, che ha portato il sorriso sui volti di molti dipendenti della struttura, che due volte al giorno - in entrata e in uscita - percorrono il marciapiede che dal parcheggio dei dipendenti porta all'ingresso principale.

Tra i più grandi ospedali dell'area di New Orleans, l'Ochsner è stato inondato dai pazienti affetti da coronavirus, al punto da dover trasformare molte delle normali stanze dei pazienti in aree di terapia intensiva