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Covid-19: in calo morti e ricoverati in intensiva in Italia e in Spagna

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Covid-19: in calo morti e ricoverati in intensiva in Italia e in Spagna
Diritti d'autore  Alessandra Tarantino/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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È ancora presto per dire se la curva dei contagi ha cominciato la sua discesa, ma i numeri diffusi questa domenica dalla Protezione Civile fanno ben sperare: i pazienti attualmente positivi al coronavirus sono 91.246, 2.972 in più rispetto a ieri, ma diminuiscono leggermente sia i ricoverati in terapia intensiva (3.977, 17 in meno di ieri) che quelli nei reparti ordinari (28.949 i pazienti con sintomi lievi, -61 da ieri), mentre il numero di morti nelle ultime 24 ore, 525, è il più basso dal 19 marzo. Il 64% delle persone positive (58.530) è in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

La situazione regione per regione

Il dettaglio regione per regione fornito dalla Protezione Civile dei casi attualmente positivi: sono 28.124 in Lombardia, 12.837 in Emilia-Romagna, 10.177 in Piemonte, 9.409 in Veneto, 5.185 in Toscana, 3.578 nelle Marche, 3.186 nel Lazio, 3.093 in Liguria, 2.621 in Campania, 2.022 in Puglia, 1.774 in Sicilia, 1.795 nella Provincia autonoma di Trento, 1.363 in Friuli Venezia Giulia, 1.420 in Abruzzo, 1.226 nella Provincia autonoma di Bolzano, 898 in Umbria, 815 in Sardegna, 706 in Calabria, 576 in Valle d'Aosta, 254 in Basilicata e 187 in Molise.

Calano i decessi anche in Spagna

Stesso andamento anche in Spagna, il Paese più colpito in Europa per numero di contagi. Secondo l'ultimo bollettino diffuso dalle autorità, i decessi nelle scorse 24 ore sono stati 674, confermando così la tendenza al ribasso. I nuovi casi positivi di questa domenica sono invece 6.023, il numero più basso dallo scorso 22 marzo. "Solo tre settimane fa abbiamo avuto un aumento giornaliero dei contagi del 22%", ha dichiarato in conferenza stampa il ministro della Sanità spagnolo, Salvador Illa. "Lunedì scorso abbiamo registrato un aumento del 12% e oggi siamo al 5% per cento, dato che conferma la fase di rallentamento dell'epidemia".