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Coronavirus: a marzo in Italia i reati sono calati del 64% rispetto al 2019

Coronavirus: a marzo in Italia i reati sono calati del 64% rispetto al 2019
Diritti d'autore  FILIPPO MONTEFORTE/AFP
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Nei primi 22 giorni di marzo i crimini in Italia sono calati del 64% rispetto ad un anno fa. Il dato è contenuto nel report pubblicato oggi dal Viminale. Un calo prevedibile date le restrizioni sulla libertà di movimento imposte dal governo per limitare la diffusione del coronavirus: dall'1 al 22 marzo sono stati commessi 52.596 delitti a fronte dei 146.762 del marzo 2019.

Stando al report il calo riguarda soprattutto reati come lo sfruttamento della prostituzione (-77%), le violenze sessuali (-69%), i furti in genere (-67,4%), i furti in abitazione (-72,5%), i furti con destrezza (-75,8%), le rapine in uffici postali (-73,7%). Meno marcato, ma comunue consistente, il calo delle rapine (-54,4%) e dei reati connessi agli stupefacenti (-46%).

Anche i maltrattamenti in famiglia registrano una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati (-43,6%). Stesso discorso per i furti e le rapine alle farmacie (-13,8% e -24,6%).

Com'era prevedibile tra le regioni in cui c'è stato un calo maggiore dei crimini figurano Lombardia e Veneto, le prime in cui sono state adottate misure restrittive per contenere il virus. In Lombardia - la regione con il maggior numero di reati (8.541) nel periodo 1-22 marzo - il calo è stato del 70% rispetto al marzo 2019 (28.746).

Allo stesso tempo il Viminale ha annunciato un aumento dei reati informatici, connessi in particolare ad un uso imprudente dei social network, senza però fornire dati a proposito.

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