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Siria: la crisi umanitaria di Idlib al tavolo delle diplomazie a Monaco

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Siria: la crisi umanitaria di Idlib al tavolo delle diplomazie a Monaco
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Due posizioni agli antipodi, in particolare sugli schieramenti in Siria, ma una diplomazia che tra Russia e Turchia non si è mai deteriorata. A Monaco, in occasione della Conferenza sulla Sicurezza, il ministro degli Esteri russo Sergueï Lavrov ha incontrato l'omologo turco Mevlut Cavusoglu per abbozzare una soluzione alla crisi umanitaria di Idlib, nelle mani dei ribelli e nel mirino delle forze governative siriane, sostenute dai russi. Una situazione che, secondo Ankara, potrebbe spingere, due milioni di persone verso il confine turco con la Siria, se non dovesse essere concordato il cessate il fuoco.

Kenneth Roth, direttore esecutivo di Human Rights Watch, bussa soprattutto alla porta di Mosca: "La chiave per fermare questa crisi è la Russia - dice - il governo siriano non può procedere senza il supporto aereo russo. E la Russia avanza varie scusanti. Quali? Innanzitutto, sottolinea che ci sono circa 10.000 jihadisti che hanno il controllo di Idlib, il che è vero, ma questo non giustifica il bombardamento indiscriminato della popolazione civile".

Secondo l'Onu, da dicembre, quasi 700.000 sfollati sono confluiti a Idlib e nelle aree circostanti, su una popolazione di 3 milioni. I campi, oramai saturi, sono stati travolti dai nuovi arrivi, oltre che da un inverno estremamente rigido. Adesso centinaia di migliaia di persone si stanno affannando per sfuggire all'assalto delle truppe lealiste di Bachar el-Assad e della Russia. L'organizzazione Human Rights Watch ha esortato i funzionari europei a fare pressione sul presidente russo Vladimir Putin per porre fine alla crisi umanitaria.