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Libia: intesa a Berlino su cessate il fuoco ed embargo sulle armi

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Libia: intesa a Berlino su cessate il fuoco ed embargo sulle armi
Diritti d'autore  Axel Schmidt/Pool Photo via AP
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Cessate il fuoco, rispetto dell'embargo sulle armi e Fayez al-Sarraj e Kalifa Haftar sono pronti a trovare una soluzione che riguardi la redistribuzione dei proventi del petrolio.

I tre punti principali dell'intesa di Berlino sulla Libia spiegano i toni trionfalistici di Germania, Unione europea e Nazioni Unite: "Abbiamo trovato la chiave" dice il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas.

I leader che hanno partecipato alla conferenza di Berlino non hanno discusso di possibili sanzioni per eventuali violazioni dell'embargo sulle armi alla Libia. Lo ha precisato la cancelliera tedesca Angela Merkel nel corso della conferenza stampa finale.

Merkel: "Accordo sul no a sostegno militare alle parti"

"Credo che tutta la fase preparatoria ha mostrato che vi è una disponibilità a parlare" in Europa con una voce sola. C'e' stata la "disponibilità del presidente francese, del premier italiano e anche di Johnson. Non sempre gli europei hanno parlato con una voce sola, ma c'è una disponibilitàà a farlo". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel rispondendo ad una domanda nel corso della conferenza stampa finale.

"Siamo stati tutti d'accordo sul fatto di non sostenere militarmente nessuna delle parti in Libia", ha aggiunto la Merkel.

Michel: "Ue si impegna per un ruolo importante"

"Diamo il benvenuto al risultato della Conferenza di Berlino, che ha riunito tutti gli attori regionali e internazionali. L'Ue si impegna a svolgere un ruolo importante nel seguito. Il monitoraggio del cessate il fuoco in Libia e il rispetto dell'embargo sulle armi" sono cruciali. Così il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, su Twitter.

Lavrov: "Haftar-Serraj a Berlino grazie insistenza Mosca"

Haftar e Serraj "sono stati invitati alla conferenza di Berlino sulla Libia su insistenza della Russia". Lo ha dichiarato Serghei Lavrov riferendo alla stampa dei risultati della conferenza nella capitale tedesca.

È ancora "impossibile" organizzare un dialogo tra le parti in conflitto in LIbia. Lo ha ammesso il ministro degli Esteri russo.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha sottolineato che durante l'esame al Consiglio di sicurezza Onu delle conclusioni elaborate nella conferenza sulla Libia "sarà tenuto conto del parere dei libici".

Guterres: "Europa ha ruolo importante in Libia, oggi è chiaro"

"L'Europa ha un ruolo diplomatico importante, come oggi è stato chiaro, per ristabilire la pace in Libia". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres a Berlino.

Parlando del lungo percorso che ancora c'è da affrontare, Guterres ha poi affermato che anche in futuro l'Europa avrà un ruolo importante anche nella ricostruzione.

Di Maio: "Speriamo non serva nuovo summit come Berlino"

Speriamo non serva una nuova conferenza di Berlino perché tutte le riunioni successive saranno i cosiddetti seguiti e in questo l'Italia è disponibile ad ospitare queste riunioni gestite dai vari ministri dei Paesi coinvolti. Ma non è importante il luogo bensì quello che implementeremo". Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando al punto stampa dopo la Conferenza di Berlino, interpellato su eventuale nuovo summit in Italia.

"Quello di oggi è un risultato importante perché al tavolo c'erano tutti i soggetti che hanno una grande influenza sulle parti libiche e se tutti concordano sull'accordo raggiunto, ed è così, questo fa ben sperare per il popolo libico e per il Mediterraneo", spiega Di Maio.

Eni, ridotta produzione in giacimento El Feel

"Eni conferma che la produzione del giacimento di El Feel al momento èstata parzialmente ridotta a seguito della chiusura" di una valvola lungo l'oleodotto El Feel-Mellitah.

Sette punti e 55 articoli,ecco l'intesa di Berlino

Consolidare la tregua con un cessate il fuoco stabile e duraturo, monitorato da comitati tecnici e sostenuto dall'embargo sulle armi. Per poi aprire un vero e proprio negoziato politico che porti la Libia a nuove elezioni ed un nuovo governo "unico, unificato, inclusivo ed effettivo".

In quasi sei pagine, articolate in sette titoli e 55 punti, le conclusioni della Conferenza di Berlino disegnano un percorso, sotto l'egida dell'Onu, per accompagnare la Libia fuori dalla crisi, garantendo un "forte impegno per la sovranità, l'indipendenza, l'integrità territoriale e l'unità azionale". Senza ingerenze, è il senso della dichiarazione che precisa come "soltanto un processo politico guidato dai libici e dei libici può porre fine al conflitto e portare a una pace duratura".

Un documento corposo che affronta anche i nodi economici e strutturali del Paese, nonche' il capitolo diritti umani e quel follow up necessario perché il percorso prosegua.

Ecco, in sintesi, i passaggi principali delle conclusioni.

CESSATE IL FUOCO - Tutte le parti devono cessare le ostilità dismettendo le armi pesanti, l'artiglieria, i mezzi aerei e "tutti i movimenti militari o quelli in supporto nell'intero territorio libico". Viene affidato all'Onu il compito di agevolare i negoziati per la tregua, monitorare e verificare la tenuta attraverso l'immediata creazione di "comitati tecnici".

EMBARGO SULLE ARMI - Rispetto assoluto dell'embargo sulle armi previsto dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu. E un appello a tutti gli attori affinché si astengano da "attività che aggravino il conflitto o non siano conformi con l'embargo sulle armi o il cessate il fuoco, incluso il finanziamento di capacità militari o il reclutamento di mercenari". Chiesta l'applicazione delle sanzioni Onu contro coloro che "violino l'embargo sulle armi o il cessate il fuoco".

RITORNO AL PROCESSO POLITICO - È il secondo step da mettere in campo dopo la tregua. Si chiede "la creazione di un Consiglio presidenziale funzionante e di un singolo, unitario, inclusivo ed effettivo Governo nazionale libico approvato dal Parlamento".

RIFORMA DEL SETTORE DELLA SICUREZZA - "Ripristinare il monopolio dello Stato sull'uso legittimo della forza" e sostegno "alla creazione di forze nazionali libiche di sicurezza, di polizia e militari sotto il controllo centrale della autorità civile".

RIFORME ECONOMICHE E FINANZIARIE - Proposta la creazione di una Commissione di esperti per rilanciare il Paese e ribadire che solo la Noc è la compagnia energetica libica legittimata. Si chiede che tutte le parti continuino "a garantire la sicurezza delle infrastrutture petrolifere, rigettando ogni azione mirata a danneggiarle".

RISPETTO DEI DIRITTI UMANI - Si "sollecita a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, a proteggere i civili e le infrastrutture civili". Prevedendo anche la graduale chiusura "dei centri di detenzione".

FOLLOW UP - Si riafferma il ruolo dell'Onu ed un impegno della missione Unsmil nel processo mentre è prevista la creazione di un Comitato internazionale di raccordo per seguire il processo.