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Berlino pirotecnica per dire "Nessun muro più"

Berlino pirotecnica per dire "Nessun muro più"
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Reuters
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È "il destino che bussa alla porta", rappresentato dal motivo iniziale della V Sinfonia, come lo stesso Beethoven ebbe a spiegare, a vibrare nella notte berlinese dedicata al trentennale della caduta del Muro. Alla porta di Brandeburgo, con le colonne sormontate dalla quadriga simbolo della città a fare da scenario, l'orchestra di Berlino ha anticipato, in musica, le parole del presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier.

"Sono sorti nuovi muri in tutto il nostro Paese. Muri di frustrazione, muri di rabbia e di odio, muri di assenza di dialogo e di alienazione. Muri che - aggiunge Steinmeier - sono invisibili, ma ancora dividono, che ostacolano la nostra coesione e che stiamo vedendo".

9 novembre di luci e ombre, dunque, come aveva sottolineato anche la Cancelliera Angela Merkel. Ma è con le luci dei fuochi di artificio che Berlino ha chiuso la sua giornata di commemorazione: megaschermo sferico e giochi pirotecnici per i 30 anni senza il Muro.

Prima del concerto, le cerimonie al Memoriale e alla Cappella della Riconciliazione

L'allora sindaco di Berlino ovest Willy Brandt l'aveva soprannominato "Muro della vergogna", ma c'è anche chi lo chiamava la "striscia della morte": 155 chilometri di barriera in cemento armato che ha diviso Berlino, e con essa il mondo intero, in due. Adesso, nel trentennale della caduta del Muro, che ha portato alla riunificazione del Paese e ha dato la definitiva spallata all'Unione Sovietica e al mondo diviso in blocchi, la Germania ha commemorato i giorni della 'rivoluzione pacifica' e quelli più drammatici che l'hanno preceduta.

Nel suo intervento alla Cappella della Riconciliazione, la Cancelliera Angela Merkel, per 35 anni cittadina della DDR, fotografa un quadro caravaggesco, di luci e ombre: "Il 9 novembre - dice - riflette i momenti terribili e felici della nostra storia, ci avverte che dobbiamo opporci risolutamente all'odio, al razzismo, all'antisemitismo".

Il 9 novembre ci avverte di fare tutto ciò che possiamo per difendere la libertà e la democrazia, la dignità umana e lo Stato di diritto
Angela Merkel, Cancelliera tedesca

Fare tutto il possibile e sempre: il riferimento diretto di Merkel, nel suo discorso, è anche al pogrom nazista contro gli ebrei nella notte del 9 novembre del '38, l'altra pagina buia della storia tedesca.

La giornata è cominciata alle 9.30 con l'arrivo al palazzo presidenziale dei capi di Stato di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, i Paesi del blocco comunista che si è dissolto dopo il 1989. I presidenti hanno visitato il Memoriale del Muro lungo la Bernauer Strasse, la via delle immagini evocative, divenute icone, del poliziotto che salta il filo spinato e dell'anziana calata da una finestra. 1961. Circa 200 persone morirono nel tentativo di fuggire dalla città divisa verso ovest.

Alla cerimonia al Memoriale hanno partecipato autorità istituzionali, associazioni e attivisti per i diritti civili, giovani provenienti da otto diversi Paesi. Presenti a Berlino anche diversi ministri degli Esteri, tra cui Luigi Di Maio, cui è stato riservato un colloquio con il collega tedesco Heiko Maas.

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