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Scholz: "Un'unione bancaria di successo produrrebbe crescita e più lavoro in Europa"

Scholz: "Un'unione bancaria di successo produrrebbe crescita e più lavoro in Europa"
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Secondo le ultime previsioni europee, il PIL tedesco potrebbe registrare una leggera contrazione, nel terzo trimestre di quest'anno. Di conseguenza, la crescita dell'Eurozona dovrebbe essere più lenta. E le incertezze, come le tensioni commerciali e la possibilità di una Brexit senza accordo, potrebbero rallentarla maggiormente.

Per discutere di questo, ma non solo, siamo qui, a Bruxelles, con il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz.

Ministro, grazie per essere qui con noi. Ci stiamo avvicinando a una reale recessione?

Non siamo vicini a una reale recessione. Assistiamo a una crescita più lenta e questo è dovuto alle tensioni commerciali a livello globale. Tutti sanno che se queste tensioni dovessero sparire, avremmo uno scenario completamente diverso. Si tratta di problemi causati dall'uomo, come diceva Christine Lagarde, quando era a capo del Fondo Monetario Internazionale. E se osserviamo da vicino le discussioni tra Cina e Stati Uniti, sembra che si arriverà a una soluzione e questo avrà un impatto positivo sullo sviluppo dell'economia mondiale. D'altro canto, se guardiamo all'Europa o alla Germania, la situazione economica è ancora stabile. In particolare osservando la Germania, c'è sempre un alto tasso di occupazione, ci sono molti settori alla ricerca di manodopera qualificata. Se centinaia di migliaia di persone bussasero alla porta della Germania, sarebbero assunte immediatamente. Abbiamo, ad esempio, problemi nel settore edile, derivanti dal fatto che non si è in grado di soddisfare tutte le richieste.

Molti sostengono che la Germania abbia ancora un margine di manovra fiscale per stimolare la crescita e la domanda interna. Pensa sia necessario aumentare gli stipendi o ridurre le tasse, per stimolare davvero questo ambiente?

E' un dibattito un po' teorico. A volte ho l'impressione che la gente legga cose scritte cinque anni fa, senza guardare alla realtà. Abbiamo una politica finanziaria molto espansiva, con un livello di investimenti pubblici elevato. Continueremo ad averlo anche nei prossimi anni. E questo sarà sostenuto anche dalla decisione del governo di combattere i cambiamenti climatici, ovvero 150 miliardi di investimenti supplementari nei prossimi 10 anni.

Quindi non c'è necessità, secondo lei, di adottare misure o misure preventive. Lei descrive qualcosa che non riflette veramente ciò a cui assistiamo in Europa e nel mondo.

Abbiamo abbassato le tasse per le famiglie a basso e medio reddito. Aboliamo inoltre una tassa introdotta all'inizio degli anni '90 per l'unificazione della Germania. Questo avrà un importante impatto sull'economia tedesca. E se osserviamo le cifre, si vedrà che questo è molto utile. Contribuisce alla stabilità dell'economia tedesca.

Un'altra cosa, che ha sorpreso molti anche qui a Bruxelles, è la sua proposta di completare il piano di unione bancaria dell'Eurozona, qualcosa che leggiamo sui giornali ormai da sette anni. Abbiamo notato che lei ha cambiato idea sul sistema di garanzia dei depositi. Significa che, in caso di una nuova crisi, i tedeschi saranno pronti a pagare per salvare gli Stati membri più deboli?

Nessuno dovrebbe chiudersi dentro le proprie mura. Dobbiamo metterci in testa che costruire un'unione bancaria è un compito davvero impegnativo e dovremmo prendere gli Stati Uniti come esempio. Si tratta di un grande Paese con un'unione bancaria e dovremmo imparare da loro. Se vogliamo avere una cosa simile nell'Unione europea, un'unione bancaria completa, dovremmo definire tutti i passi da compiere per arrivarci e non solo discutere di un passo, poi di un altro, per alla fine non fare nulla, come è successo negli ultimi anni.

Questa proposta è la sua opinione personale o si tratta di una posizione ufficiale del governo?

E' stata una mia idea quella di riaprire la questione e discutere di tutti gli elementi necessari per un'unione bancaria. Ad esempio, abbiamo bisogno di un'ente che lavori con le banche più piccole, come la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) statunitense. Dobbiamo trovare una soluzione alla questiona d'insolvenza delle banche. Non possiamo avere normative completamente diverse da Paese a Paese, in materia.

C'è davvero qualcosa in gioco, il sistema bancario europeo non è abbastanza sicuro?

Se apriamo ora un dibattito su questo, che non procede nella stessa direzione che in passato, con persone che leggono i propri vecchi rapporti e non fanno nulla, allora ci vorrà del tempo per trovare un compromesso, una soluzione. E dopo, sarà difficile produrre un testo giuridico e fare tutto il possibile per applicarlo. E' quindi meglio iniziare ora, come se stessimo attraversando una crisi.

Passiamo ora alla politica. Lei è anche uno dei candidati alla leadership della SPD. **Sappiamo che la SPD ha perso terreno alle ultime elezioni. Lei appoggia veramente la coalizione con i conservatori?**

Siamo in una coalizione con il partito conservatore, perché non è stato possibile formare un altro governo, dopo le ultime elezioni. Noterà che questa non è una coalizione facile e tutti sanno anche che dopo le prossime elezioni, questa situazione ovviamente non potrà continuare.

Gli elettori pensano che non siate così distanti, anzi, dai vostri compagni di coalizione. Lei sostiene quindi questa situazione o preferisce altro per il suo partito?

E' il partito che prenderà una decisione a dicembre, durante il Congresso. Sono assolutamente convinto che, se si fa parte di un governo che mantiene le promesse, non si può lasciare senza un reale motivo.

Ultima domanda su un dibattito molto acceso qui a Bruxelles e cioè il bilancio europeo. E' pronto a dare di più a questo bilancio d'ora in poi? L'1% è il limite?

Questo è ciò che molti Paesi, inclusa la Germania, hanno proposto e si tratta addirittura di un aumento dei fondi che spendiamo. Ora vediamo cosa succederà. E spero che un accordo possa essere raggiunto prima della presidenza tedesca. Non solo perché questo significherebbe che non siamo in grado di trovare una soluzione comune, ma anche perché sarebbe troppo tardi. Il prossimo piano finanziario pluriennale dell'Unione europea inizierà nel 2021 e se troviamo un accordo su tutto ciò a ottobre, novembre o dicembre 2020, molti progetti sarebbero rinviati e questo sarebbe davvero un peccato.

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