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Caianiello, Tatarella e altri liberi

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(ANSA) – MILANO, 3 NOV – Ritornano tutti liberi, eccetto uno,
gli indagati nell’inchiesta della Dda milanese su un presunto
sistema di tangenti e spartizione di appalti in Lombardia e che
sono ancora agli arresti domiciliari o in carcere come l’ex
coordinatore di Forza Italia di Varese Gioacchino Caianiello,
l’ex consigliere comunale azzurro nonché candidato alle Europee
Pietro Tatarella oppure Mauro Tolbar, ritenuto uno dei
collettori di mazzette. Lo ha disposto il gip di Milano
Raffaella Mascarino con un provvedimento, notificato nei giorni
scorsi, con cui ha rigettato la richiesta avanzata dalla Procura
di sostituire con una misura meno afflittiva, come l’obbligo di
dimora o di firma, la misura detentiva di cui ha, invece,
dichiarato l’inefficacia, per scadenza termini, a partire dal
prossimo 6 novembre, per 4 persone. L’unico a restare ai
domiciliari è l’imprenditore Daniele D’Alfonso: gli è stata
contestata l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta e
pertanto per lui la misura scadrà nel maggio 2020.

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