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Orafo ucciso, condannato a 18 anni

Orafo ucciso, condannato a 18 anni
Era accusato di essere la mente della rapina finita in tragedia
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - ASTI, 30 OTT - La Corte d'Assise d'Appello di Torino ha condannato a 18 anni di carcere Giancarlo Erbino, il gioielliere torinese accusato di essere la mente della rapina in cui, il 9 giugno 2015, morì a Monteu Roero l'orafo Patrizio Piatti. La sentenza conferma il pronunciamento in primo grado del Tribunale di Asti, che aveva condannato a 18 anni l'imputato. Gli altri quattro componenti della banda erano già stati condannati in Appello: 16 anni di reclusione per Francesco Desi e Giuseppe Nerbo, quest'ultimo arrestato in Spagna dopo sei mesi da latitante, 12 anni per Salvatore Messina ed Emanuele Sfrecola. La moglie di Erbino, Anna Testa, era stata assolta. Piatti venne freddato nel garage di casa. Dietro l'omicidio quello che gli inquirenti definirono "una storia torbida" di rapine seriali, ricettazione e traffico di preziosi. La vittima era titolare di un piccolo laboratorio orafo a Torino, dietro al quale - sempre secondo gli inquirenti - si nascondeva una fiorente attività di ricettazione di gioielli e orologi.

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