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Halle: la diretta della sparatoria vista da cinque persone, ma il problema è la propagazione online

Halle: la diretta della sparatoria vista da cinque persone, ma il problema è la propagazione online
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REUTERS/Fabrizio Bensch
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L'attentatore neonazista di Halle che voleva fare una strage in sinagogaindossava una telecamera sull'elmetto per trasmetere il video della sua azione terroristica in diretta su una piattaforma usata per lo streaming di videogiochi.

Si chiama Twitch ed è di proprietà di Amazon. I suoi amministratori hanno immediatamente rimosso il contenuto e condiviso su Twitter alcune informazioni. Il video, della durata di 35 minuti, è stato guardato in diretta da cinque persone; la registrazione, generata in automatico, è stata vista invece da 2.200 persone. Mezz'ora dopo la pubblicazione, è stata cancellata.

Il terrorista di estrema destra aveva creato l'account su Twitch, solitamente usata da persone che guardano altre persone giocare a videogame, due mesi prima. Secondo quanto riferisce l'analista ed esperta di estremismo e cybersicurezza, Megan Squire, il video della sparatoria è finito sull'app di messaggistica Telegram in meno di trenta minuti in due formati: un filmato più lungo e delle clip più brevi. In totale, stima Squire, si è propagato fino a raggiungere 15mila persone.

Come scrive nella sua newsletter una giornalista esperta di cybersicurezza, Carola Frediani, Twitch viene usato tanto anche per trasmettere video delle proteste di Hong Kong (assieme ad altre piattaforme come Periscope). "Secondo Abacusnews, alcuni canali Twitch di manifestanti avevano più di diecimila spettatori".

Twitch sta dominando il mondo dello streaming online

Nel secondo trimestre del 2019, sono state 2.7 miliardi le ore di contenuto in diretta visionato sulla piattaforma rispetto alle 735 milioni di Youtube (qui la fonte). Nessun'altra piattaforma digitale al momento compete con Twitch. La portavoce dell'azienda, Brielle Villablanca, ha espresso sgomento e tristezza per la tragedia. "Twitch ha una politica di tolleranza zero contro l'odio e ogni atto di violenza viene preso molto seriamente. Abbiamo lavorato con urgenza per rimuovere questo contenuto e sospenderemo definitivamente e urgentemente tutti gli account che pubblicano o ripubblicano il contenuto di questo atto ripugnante".

Come indica il NYT, l'anno scorso, un live stream di un torneo di videogiochi a Jacksonville ha catturato anche i primi momenti della sparatoria in cui sono morte tre persone; nel giugno scorso, Twitch ha fatto causa agli utenti che hanno ricondiviso il filmato dell'attacco di Christchurch, in Nuova Zelanda. L'attentatore, un suprematista bianco, era riuscito a trasmettere il suo attacco per circa 17 minuti prima che Facebook ne arrestasse la trasmissione.

In un anno, Twitch ha raddoppiato il numero dei suoi moderatori anche se non ne ha specificato il numero. L'azienda, continua il NYT, ha cercato di allargare la sua audience al di là degli appassionati di videogiochi "corteggiando gli inserzionisti e sollecitando contenuti da artisti, musicisti, chef". Molti utenti però si lamentano per i suoi standard di moderazione.

Come accaduto per il caso di Christchurch, copie integrali e parziali del video dell'attentato sono apparse anche su Twitter, Twitter, 4chan e canali di suprematisti bianchi.

Il Global Internet Forum to Counter Terrorism _-_che include tra i suoi membri Facebook, Google, Microsoft e Twitter - collabora setacciando Internet alla ricerca di questi contenuti e distruggerli automaticamente. "Siamo in stretto contatto tra noi e siamo impegnati a interrompere la diffusione online di contenuti violenti ed estremisti", si legge in una dichiarazione.

Al momento non ci sono ancora cifre ufficiali sulle visualizzazioni del video su altre piattaforme come Facebook,Google o Twitter.

Christchurch Call

I giganti della Silicon Valley dicono di sostenere la cosiddetta "Christchurch Call" del primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, che ha come obiettivo primario la definizione di standard etici per le aziende tecnologiche e i media per evitare che i contenuti violenti online vengano amplificati. L'appello arriva dopo anni di applicazione parziale e discrezionale delle politiche di impresa in materia di contenuti d'odio o violenti, spesso ripostati milioni di volte nei siti più marginali e meno mainstream.

La discussione è sempre più attuale: negli ultimi tempi, gli attentatori hanno associato alle loro azioni violente sofisticate strategie di comunicazione digitale per diffondere ancor di più i loro deliranti manifesti in rete.

Nel 2018, l'uomo che ha ucciso 11 fedeli nella sinagoga di Pittsburgh aveva pubblicato il suo testamento ideologico sul social network Gab. Anche la piattaforma 8chan è stata usata da terroristi per annunciare azioni violente in tre occasioni nel solo 2019 (tra esse, la sparatoria del Walmart di El Paso, Texas, che ha provocato la morte di 22 persone).

Oren Segal, che dirige il Center on Extremism dell'Anti-Defamation League, ritiene che le immagini violente si diffondono su Internet nonostante gli sforzi delle singole aziende. "Un paio di mesi fa si parlava di 8chan. Ora parliamo di Twitch e Telegram. Cambiano i nomi, ma la minaccia rimane la stessa e colpisce l'intero ecosistema online".