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Caianiello, accordo tra me e Sozzani

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(ANSA) – MILANO, 7 OTT – Sugli “incarichi che otteneva la
Green Line”, studio tecnico del deputato FI Diego Sozzani, da
una società partecipata di Varese “c’era un accordo
direttamente” col parlamentare “per il riconoscimento nei miei
confronti di una quota del corrispettivo”, una “retrocessione”.
Lo ha ammesso, in uno dei molti verbali resi ai pm, Nino
Caianiello, presunto “burattinaio” di un sistema di mazzette e
nomine pilotate. Per Sozzani, anche indagato per corruzione, la
Camera ha detto no all’arresto per finanziamento illecito. In un
verbale del 24 settembre scorso davanti al pm Luigi Furno, l’ex
‘ras’ di Forza Italia nel Varesotto ha raccontato in dettaglio
il sistema delle cosiddette “retrocessioni”. Verbali in gran
parte ancora omissati e depositati nella tranche di inchiesta
chiusa nei giorni scorsi a carico di 71 persone, tra cui lo
stesso Sozzani per finanziamento illecito (in uno stralcio
ancora aperto è accusato anche di corruzione) e l’ex
vicecoordinatore lombardo ‘azzurro’ Pietro Tatarella.

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