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Elezioni in Israele: il ruolo dei partiti laici e delle forze religiose

Elezioni in Israele: il ruolo dei partiti laici e delle forze religiose
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Sarà il leader di Blu-Bianco Benny Gantz il primo esponente politico a essere ascoltato nelle consultazioni per il nuovo governo israeliano che il Presidente Reuven Rivlin terrà a partire da domenica. Nel testa a testa post elettorale con Benyamin Netanyahu, Ganz respinge la proposta del premier uscente per un governo di unità nazionale , senza però escludere l'ipotesi di alleanza con il suo partito, il Likud, a condizione che si liberi di Netanyahu

"Punto a costituire un forte governo liberale e di unità da me guidato, un governo - dice Ganz - che possa farsi portavoce della volontà del popolo e mantenga le promesse fatte agli elettori".

Ma gli elettori non hanno di fatto dipanato la matassa uscita dalle elezioni dell'aprile scorso, vinte di un soffio da Netanyahu: l'attuale tornata elettorale dà a Ganz due soli seggi di vantaggio sul premier uscente e sulla sua coalizione, composta da partiti di destra e ultraortodossi. Ed è proprio la frattura tra fronte laico e forze religiose a rendere ancor più complessa la situazione.

Israele: la frattura tra laici e religiosi alle urne

Ago della bilancia potrebbe essere Avigdor Lieberman, il cui partito Yisrael Beiteinu, con otto seggi all'incasso, ha condotto una campagna elettorale di impronta chiaramente laica, sostenendo misure come la leva militare universale (anche per i giovani ultra-ortodossi) e il matrimonio civile.

Anche la politica aggressiva, giocata su più fronti da Netanyahu, non è stata prodiga di conferme per il premier uscente. È stato lui a estendere al teatro iracheno gli attacchi militari contro gli alleati regionali dell’Iran, a colpire Hezbollah a Beirut, a ventilare l’annessione della Valle del Giordano. Tutto ciò, per adesso, non gli è servito.

Tra le carte giocate dal politico più longevo in Israele, 23 anni al potere, c'è la solida amicizia con gli Stati Uniti, confermata dalla visita dell'inviato di DonaldTrump per il Medio Oriente, Jason Greenblatt, a Gerusalemme.

Netanyahu: "Unità, come Peres e Samir"

È al memorial dedicato a Simon Peres che la politica israeliana continua a mandarsi segnali, dopo le elezioni che hanno diviso il paese senza indicare un vincitore netto. L'uscente Netanyahu ha rinnovato la proposta di un governo unitario al suo antagonista Ganz, proprio citando lo scomparso presidente.

"Quando non ebbe una chiara vittoria alle elezioni per il parlamento, Simon optò per l'unità nazionale. Lui e Ytzhak Shamir trovarono un accordo per cooperare allo scopo di portare Israele in acque sicure. Anche in queste elezioni non c'è un vincitore netto, e io faccio appello a te, Benny, cosi come ha disposto il presidente, a lavorare insieme per portare, ancora una vota, Israele in acque sicure", ha detto Netanyahu.

Ganz: "Unità con me leader"

Un'intesa sarebbe possibile, ma Ganz rivendica il ruolo della leadership. Intanto il presidente Rivlin ha annunciato per domenica l'avvio delle consultazioni coi leader dei partiti, consultazioni che dovrebbero durare due giorni.

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