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Israele: l'inaffondabile Netanyahu ci riprova

Israele: l'inaffondabile Netanyahu ci riprova
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Il suo comandante nei reparti speciali, Ehud Barak, poi diventato suo avversario in politica, diceva che se avesse intrapreso la carriera militare, Benjamin Netanyahu avrebbe raggiunto i vertici delle forze armate. Altri piani alti ha però scalato l'uomo da più anni al potere in Israele.

Il primo incarico di prestigio arriva nel 1984 quando diventa ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite: sin dall'inizio si oppone agli accordi di pace di Oslo, che spianano la strada a uno Stato palestinese. Ma all'esordio da primo ministro, nel 1996, sotto la pressione degli Stati Uniti, Netanyahu cede a una politica meno aggressiva, firmando nel 1998 il patto che include il ritiro israeliano dalla Cisgiordania. Un esercizio di diplomazia, accantonato nei 23 anni in sella durante i quali Netanyahu fa della muscolare sicurezza d’Israele ad ogni costo la sua cifra politica, la stessa che gli consente di vincere tre elezioni per il Likud nel 2009, 2013 e 2015 in un Paese che vira a destra.

E lo fa con la benedizione del nuovo alleato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che condivide la causa e, tra le altre cose, trasferisce l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Non ci sono mezze misure per Netanyahu, antesignano del sovranismo che oggi avanza ovunque. La legge che dichiara Israele uno Stato ebraico ha soffiato sul fuoco della frustrazione della minoranza araba del Paese.

Ma c'è anche la zona d'ombra: sull’esito delle urne, il 17 settembre prossimo, potrebbero infatti pesare le accuse di corruzione mosse contro il primo ministro: sull'eventale incriminazione, una decisione in merito è attesa entro la fine del 2019. Le accuse nei confronti di Netanyahu hanno velato il suo carisma indiscusso. Le votazioni dello scorso 12 aprile non hanno infatti consentito la formazione di una coalizione di governo e conducono nuovamente al voto. I due partiti che, secondo i sondaggi, si contendono la vittoria sono il Likud e la coalizione centrista chiamata Blu e Bianco. E adesso il ragazzo d'oro della poitica israeliana, più longevo al potere di Ben Gurion, lancia un altro dado e ipoteca un nuovo mandato.