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Condannato all'ergastolo il re del narcotraffico, "El Chapo"

Condannato all'ergastolo il re del narcotraffico, "El Chapo"
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REUTERS/Tomas Bravo
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Finisce in un'aula di tribunale di New York l'epopea del messicano Joaquin Guzmán "El Chapo", 62 anni, re del narcotraffico, uno degli uomini più ricchi al mondo, al posto numero 41 della classifica di Forbes, con un patrimonio che si aggira attorno ai 14 miliardi di dollari.

Guardato a vista, El Chapo è arrivato nel bunker di Brooklyn dove è stato condannato all'ergastolo. La Corte Federale ha anche deliberato la restituzione di 12,6 miliardi di dollari di proveniti dell'attività criminale.

Già a febbraio Guzmán era stato condannato per tutti e dieci i capi d’accusa per i quali era imputato, tra i quali figurano omicidio, traffico di droga - tonnellate di cocaina, eroina, metanfetamine e marihuana durante 25 anni di carriera a capo del cartello di Sinaloa - e riciclaggio di denaro.

Il processo era iniziato con l'arresto del signore della droga in Messico nel 2016 e la sua successiva estradizione negli Stati Uniti in seguito alle sue due fughe rocambolesche.

Guzmán si è lamentato delle condizioni della sua detenzione e ha dichiarato di non aver avuto un processo equo: "Quando sono stato estradato negli Stati Uniti - ha detto - mi aspettavo di avere un processo giusto ma è successo esattamente l'opposto".

El Chapo parla di una tortura quotidiana, durata 30 mesi: "Si tratta della situazione più disumana che abbia vissuto in tutta la mia vita. Una tortura fisica, emotiva e mentale". Il legale di Guzmán ha quindi riproposto la richiesta di un nuovo processo.