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Morì in moto,Anas risarcirà 12 anni dopo

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(ANSA) – BARI, 13 LUG – Dopo 12 anni la famiglia di un 33enne
barese, morto in moto finendo contro un guardrail sulla Statale
16 in uno dei ‘curvoni’ di Palese (Bari), sarà risarcita
dall’Anas perché quel guardrail non era sicuro. Il Tribunale civile di Roma ha condannato l’Anas a risarcire
in quanto “la barriera protettiva presentava una discontinuità
suscettibile di aggravare le conseguenze di un impatto”: ad una
parte più bassa ne seguiva una più alta e sporgente. L’incidente
avvenne nella tarda serata dell’8 aprile 2007, ad elevata
velocità: il motociclista “agganciò” la parte sporgente del
guardrail metallico, che gli trapassò il corpo. Il Tribunale ha
ora riconosciuto la responsabilità dell’Anas, condannandola a
risarcire i genitori, sia pure attribuendo un concorso di colpa
alla vittima per aver superato i limiti di velocità.
In precedenza il procedimento penale era stato archiviato e la
famiglia decise, nell’aprile 2013, assistita dagli avvocati
Ettore Gorini e Giammichele Lorusso, di citare l’Anas al
Tribunale civile.

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