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Repubblica Ceca: "Babisconi" supera la mozione di sfiducia

Repubblica Ceca: "Babisconi" supera la mozione di sfiducia
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L'unione Europea non ha dubbi: le sovvenzioni ricevute dalle aziende di cui il premier ceco Andrej Babis risulta formalmente proprietario confgurano un chiaro conflitto di interessi. Sono le conclusioni della relazione preliminare di Bruxelles sul caso del primo ministro populista, già incriminato dalla giustizia Ceca per malversazione di fondi pubblici nazionali e comunitari. L'opposizione, che da settimane riempie le piazze in segno di protesta, ne chiede le dimissioni ma non riesce in Parlamento a far passare la mozione di sfiducia, votata da 85 parlamentari su 200.

Secondo la Commissione Europea, Babis ha ancora il controllo della holding Agrofert e, allo stesso tempo, ha voce in capitolo, in quanto primo ministro, sull'approvazione dei sussidi in ambito comunitario. La Repubblica ceca potrebbe dover restituire, dunque, circa 450 milioni di corone ceche versati ad Agrofert.

"Lo considero (il voto) un tentativo di destabilizzare il nostro paese, va contro l'interesse dei nostri cittadini, la nostra repubblica.

"Considero il voto di giovedi un tentativo di destabilizzare il paese" ha detto Babis in aula, ma piu' si fa dura la sua resistenza piu' le manifestazioni di protesta si estendono e fanno nuovi adepti. A Praga, martedi, è andata in scena una delle manifetsazioni piu' imponenti che la storia del Paese ricordi. Giunti da ogni angolo del Paese hanno chiesto le dimissioni del premier soprannominato "Babisconi" per le analogie con il caso italiano di Silvio Berlusconi.