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Uccisa e in pasto ai maiali, c'è svolta

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(ANSA) – VICENZA, 21 GIU – Il ritrovamento dell’unghia di un
alluce riapre il cold case legato alla scomparsa delle due mogli
di Valerio Sperotto, l’ex allevatore di maiali di Velo d’Astico
morto nel 2011 a 64 anni. La scoperta del reperto venne fatta
dagli archeologi forensi nel corso degli scavi, iniziati nel
novembre 2017, all’interno di un’area dove Sperotto allevava i
maiali. Le analisi hanno confermato che l’unghia apparteneva a
Virginia Mihai, seconda moglie romena dell’uomo, di cui si erano
perse le tracce nell’aprile del 1999. L’esito della consulenza
sulle tracce del dna compiuta dai Ris e arrivata sulla scrivania
del pm Hans Roderich Blattner, che ha riaperto il fascicolo due
anni fa, non lascia dubbi: la corrispondenza è del 100% positiva
con quella di Mihai. Il reperto proverebbe che il corpo della
donna è stato fatto sparire nella porcilaia presumibilmente da
Sperotto, da cui la vittima si stava separando.

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