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Regno Unito: i Conservatori pronti per un nuovo leader

Regno Unito: i Conservatori pronti per un nuovo leader
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Quasi un mantra o un disco rotto che salta sempre nello stesso punto. È il caso del Withdrawal agreement, la legislazione che porta la Gran Bretagna fuori dall’Unione europea: per la quarta volta, l'accordo negoziato dalla premier Theresa May sarà portato al vaglio del parlamento britannico ai primi di giugno: l'ennesimo tentativo di una sempre più esautorata May di chiudere la partita Brexit.

Nel frattempo la fronda all'interno del partito conservatore è cresciuta. Sulla carta, la premier non potrebbe essere sfidata da altri aspiranti alla guida del partito fino a dicembre ma - dopo la tormentata gestione Brexit a Westminster - Graham Brady, presidente del comitato 1922, in seno al quale il partito sceglie i suoi leader, chiederà alla May di dimettersi e quest’ultima non potrà più prendere tempo.

"Abbiamo concordato di riunirci per decidere il calendario per l'elezione di un nuovo leader del Partito conservatore non appena si sarà svolta la seconda lettura - ha detto Brady, che ha aggiunto: "Questo indipendentemente dal voto in seconda lettura, se passa o non passa".

A una settimana dalle elezioni europee, a tre anni dalla vittoria del Leave al referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione, i falchi per una hard Brexit guadagnano terreno. Le prima avvisaglie del tracollo dei conservatori sono già arrivate in occasione delle ultime elezioni locali, dove si è registrata una vera e propria 'emorragia' di tories, con la perdita di oltre 800 consiglieri locali. Un risultato che ha convinto i brexiteers più intransigenti a chiedere con ancora maggiore forza le dimissioni di Theresa May, che lavora - a tempo determinato - ad un accordo con il Labour per un’uscita ordinata dall'Unione.