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Italia: quale sinistra per quale Europa

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Per alcuni è una missione impossibile, quella di Nicola Zingaretti, segretario da marzo del Partito Democratico, che va alle elezioni per il parlamento europeo in un contesto per niente facile. Con alle spalle un 40,8 per cento ottenuto dal Pd renziano nel 2014 e un ben più magro 18,2 per cento delle politiche di marzo, Zingaretti più che rilanciare deve lavorare per ridurre le perdite.

Insieme a Carlo Calenda e al suo movimento deve accreditare il Pd come sincera forza europeista, sostenendo la candidatura dell'olandese Frans Timmermans alla presidenza della Commissione, senza però farsi identificare con i cinque anni di politiche europee che molti hanno bollato "di lacrime e sangue". Una posizione scomoda anche secondo il professor Salvatore Veca, docente di filosofia della politica all'Università di Pavia: "Il problema Zingaretti. Da un lato è europeista convinto dall'altro deve in qualche modo tenere conto delle critiche di quello che non va".

Collabora con Macron, che non fa riferimento ai socialisti

Così Zingaretti apre alla collaborazione con la Republique en Marche del presidente francese Emmanuel Macron, lontano dalla famiglia socialista, dovendo però mostrare di aver compreso il crescente malessere delle classi medie di fronte al modello economico neo-liberale e al regime dell'austerità. Insomma, dovrà tentare di fare un miracolo, e per riuscirci punta sulle alleanze.

Quella con Siamoeuropei.it permette di candidare a capolista nel ricco Nord-Est, l'ex ministro Carlo Calenda, che si presenta come liberale e riformatore. Quella con En Marche è alla base dello scambio di candidature in una ottica trans-nazionale: il renziano Sandro Gozi in lista in Francia, l'italo-francese Caterina Avanza in lista col Pd.

Convincere gli "europeisti di sinistra"

Zingaretti infine dovrà provare a recuperare gli europeisti di sinistra, quelli che chiedono una netta svolta sul piano delle politiche economiche e sociali, e che in tutti i paesi, dalla Spagna di Podemos alla Grecia di Syriza, leggono quella di Timmermans come una candidatura ancora in ritardo nel definire i punti di un programma davvero "di sinistra". "Se c'è una prospettiva di civiltà europa è quella dello sviluppo sostenibile, è del contrasto alla povertà, della parità di genere, della riduzione delle diseguanglianze non giustificabili", aggiunge Veca.

Per ribadire la scelta europeista il segretario del Pd punta a un asse che va da Emmanuel Macron a Alexis Tsipras. Ma forse, secondo alcuni suoi critici, per vincere la sfida alle urne Zingaretti dovrebbe girare lo sguardo verso Jeremy Corbyn, Pablo Sanchez e Antonio Costa, e insieme a loro creare un fronte che punti a un cambiamento radicale e profondo dell'intero continente.