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Bosco in fiamme, 27 milioni di multa a due giovani? "La pagherebbero anche i loro figli e nipoti"

Bosco in fiamme, 27 milioni di multa a due giovani? "La pagherebbero anche i loro figli e nipoti"
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I due giovani sono accusati di aver inavvertitamente causato l'incendio durante un barbecue Foto: Pixabay, Brenkee
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Circa 27 milioni di euro, 13 milioni di euro a testa. Questo il conto salatissimo che due ragazzi comaschi di poco più di 20 anni si sono visti recapitare dai carabinieri della Forestale per un incendio che sono accusati di aver causato lo scorso 30 dicembre, nella zona dell'alto Lago di Como. "Una grigliata di fine anno diventata un disastroso incendio che si è mangiato la montagna sopra Sorico per un totale di 680 ettari", scrive La Provincia di Como.

La notizia ha fatto il giro d'Italia ed è finita perfino sulla BBC. Al momento, tuttavia, non c'è nulla di certo: finite le indagini, il processo penale deve ancora iniziare. La sanzione amministrativa milionaria è stata calcolata dalla Forestale ma con molta probabilità assisteremo ad un processo parallelo davanti al giudice amministrativo.

La multa così alta è dovuta ad una legge regionale approvata dalla Lombardia nel 2008 che prevede una multa per chi "distrugge o danneggia a mezzo fuoco, o danneggia la rinnovazione forestale" calcolata sull'area devastata. Da 105,57 euro a 527,85 euro per ogni 100 metri quadrati andati in fumo. Fatti i dovuti calcoli, si ottengono 13,5 milioni di euro a testa, come ha precisato all'Ansa il colonnello Carlo Chiavacci, comandante del gruppo Carabinieri forestale di Como. E per di più da pagare entro 60 giorni - sempre in teoria.

"La pena, sia essa detentiva che pecuniaria, deve avere una effettività di pagamento e deve poter essere riscossa. Altrimenti è inesigibile e priva di qualsiasi forza", il commento a Euronews dell'avvocato di uno dei due ragazzi, Ivana Anomali. "Nel caso venisse confermata, è chiaro che non solo questi due giovani, ma anche i loro figli e i loro nipoti avranno questa spada di Damocle sulla testa".

I due si potrebbero veder pignorato un quinto dello stipendio a vita. "Non potranno permettersi di avere una casa di proprietà, di avere un'auto intestata e il loro salario sarà decurtato", aggiunge l'avv. Anomali che tuttavia non può esprimersi sul processo penale in quanto non ha ancora potuto leggere le carte.

Le indagini per arrivare ai colpevoli hanno utilizzato metodologie scientifiche che permettono di seguire le fiamme a ritroso in modo da capire da dove sono partite. Questi dati, incrociati a documentazione fotografica e video, hanno fatto identificare il punto da cui sarebbe iniziato l'incendio. Gli inquirenti hanno stabilito che tutto ha avuto origine da un barbecue fatto fuori dalla baita del nonno di uno dei due ventenni. Il rogo durò alcune settimane a causa del forte vento.

Per questo i due studenti sono stati indagati dal sostituto procuratore di Como, Simona De Salvo. Gli atti devono ancora essere depositati ma, secondo Ansa, per loro l'accusa sarebbe quella di incendio colposo in concorso. Un incendio reso ancora più grave dal fatto che ha minacciato le case della zona e ha causato danni ambientali consistenti.

"La legge è quella, hanno fatto dei semplici conti matematici", conclude l'avv. Anomali. "Forse c'è una stortura all'origine, ci si deve rendere conto che non tutti hanno 13 milioni di euro. I parametri di legge sono sganciati dalla realtà: bisognerebbe stabilire un tetto massimo alla sanzione, come si fa nel diritto penale".

Il conto della grigliata, qualora i fatti fossero accertati in sede penale e i due condannati, potrebbe essere ancora più salato: a questo risarcimento "alla Regione", infatti, si dovrebbero sommare anche i risarcimenti civili che potranno chiedere i proprietari delle abitazioni danneggiate e delle attività economiche della zona.