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Guerra in Libia: diplomazie e governo italiano al lavoro

Guerra in Libia: diplomazie e governo italiano al lavoro
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Ieri le forze governative libiche hanno abbattuto un caccia delle forze di Khalifa Haftar, a sudest di Tripoli. La risposta non si è fatta attendere con il lancio di cinque missili Grad sul quartiere di Abu Slim: un missile ha centrato un'abitazione, causando almeno tre feriti.

Scene di ordinaria guerra civile in Libia.

Dall'inizio dell'offensiva di Haftar, lanciata il 4 aprile scorso, il bilancio - provvisorio - è di 147 morti e oltre 600 feriti. Secondo le stime dell'Onu, gli scontri hanno prodotto 18.000 sfollati e, sostiene l'intelligence, circa 6.000 profughi sarebbero pronti a imbarcarsi per l'Italia per sfuggire alla guerra. Una polveriera, quella libica, al centro dell'agenda politica italiana.

Italia: diplomazie e governo al lavoro.

Oggi il premier Conte incontra a Palazzo Chigi il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed Al Thani, e il vicepremier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Ahmed Maitig, esponente di Misurata, alleati per fronteggiare l'attacco militare di Haftar contro il presidente riconosciuto dall'Onu, Al Sarraj.

Ma la mediazione italiana viaggia sui due fronti con il vicepremier Di Maio in missione commerciale negli Emirati Arabi, che sono - insieme ai sauditi - sostenitori dell'uomo forte della Cirenaica. "Non mi interessano le polemiche, fanno male al Paese - ha detto Di Maio - il mio unico scopo è proteggere l'Italia, le sue aziende e prevenire un'altra emergenza migratoria".

Le diplomazie sono dunque al lavoro, in ordine sparso, con il vicepremier Salvini che ha messo in guardia la Francia: niente fughe in avanti a sostegno di Haftar e degli interessi economici transalpini.

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