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Fratello ucciso Terni, Paese invivibile

Fratello ucciso Terni, Paese invivibile
Anche assassino David Raggi doveva essere in carcere
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(ANSA) – TERNI, 5 APR – “Pensavo che dopo quanto accaduto a
mio fratello e dopo la battaglia che stiamo portando avanti le
cose fossero cambiate. Invece a quattro anni di distanza ancora
si ripete la stessa situazione. Non sta né in cielo né in terra,
questo Paese sta diventando invivibile”: a parlare, con l’ANSA,
è Diego Raggi, fratello di David, il ventisettenne ucciso nel
marzo 2015 a Terni, commentando l’omicidio di Stefano Leo. Come emerso per Said Mechaquat – il giovane che ha confessato
di aver ucciso il trentatreenne di Torino – anche il marocchino
Amine Aassoul, condannato in via definitiva a 30 anni di carcere
per il delitto Raggi, al momento del fatto era libero nonostante
dovesse scontare un cumulo di pena per oltre sette anni. “Mi viene un sorriso amaro – dice ancora Diego Raggi -, noi
che siamo sempre in regola appena sbagliamo veniamo messi subito
in galera. Possibile che una persona a spasso per la città
nessuno l’abbia mai fermata? Servono ancora di più il pugno duro
e controllo seri”.

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