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Corte Appello Torino, serve personale

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(ANSA) – TORINO, 5 APR – “Sono qui a prendermi i pesci in
faccia, come è giusto che sia, ma non scrivete che la colpa è
solo dei magistrati. Non è neanche giusto distinguere tra
magistrati e cancelleria, ma la massa di lavoro da smaltire è
tale che il ministero della Giustizia dovrebbe provvedere ad
assumere cancellieri e assistenti perché è quello di cui abbiamo
bisogno”. Così Edmondo Barelli Innocenti, presidente della Corte
d’appello di Torino, sulla mancata carcerazione di Said
Mechaquat, 27enne che ha confessato l’omicidio Leo. “La cancelleria ha come input quello di far eseguire le
sentenze più gravi, sopra i tre anni, perché al di sotto si ha
la possibilità di ottenere l’affidamento in prova. E Said
Mechaquat poteva avere accesso a pene alternative – aggiunge – Non c‘è nessuna garanzia che il 23 febbraio (giorno del delitto,
ndr) fosse in carcere. Ogni sei mesi ci sono 45 giorni di
beneficio; inoltre, anche se l’imputato è stato condannato con
sentenza definitiva, viene osservato e può accedere a misure
alternative”.

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