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Mogol: "Copyright? Anche gli oratori pagano"

Mogol: "Copyright? Anche gli oratori pagano"
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Una norma divisa che ha fatto e farà discutere e che anche in Italia ha diviso il Paese.

Gli europarlamentari di Lega e M5S hanno votato compatti contro la direttiva europea sul copyright, approvata a Strasburgo con 348 voti a favore.

Iscritti alla SIAE 20mila autori con meno di 100 euro al mese, senza contributi

Il presidente della SIAE Giulio Rapetti, in arte Mogol, invece, è su tutt'altra posizione. Mogol ricorda che secondo un sondaggio l'86% degli italiani, un punto in più rispetto alla media europea, sono favorevoli alla norma, e soprattutto che iscritti alla SIAE ci sono 20mila autori che che vivono con meno di 1000 euro al mese senza contributi, lavoratori da tutelare a discapito dei colossi del web.

Mogol: "Le piattaforme? Non pagano in nome di una sola libertà: approfittarsi degli altri"

"È assolutamente ingiusto - dice Mogol - che queste piattaforme non paghino in nome di una sola libertà di approfittarsi degli altri. Teniamo presente che anche gli oratori delle chiese pagano il diritto d'autore: 10 euro al mese. Quindi non capisco perché proprio quelli che guadagnano di più non lo debbano pagare".

Guarda qui una versione più lunga dell'intervista di Gioia Salvatori

I detrattori della normativa sul copyright contestano: penalizzati i piccoli

D'altra parte i detrattori della normativa sul copyright, tanti docenti universitari che hanno firmato un appello nei giorni scorsi, avvocati esperti di diritto del web, Wikipedia che per protesta si è auto-oscurata in diversi Paesi, molti giovani, contestano soprattutto che i piccoli verranno penalizzati poiché non saranno mai in grado di stringere accordi con gli autori i quali, a loro volta, talvolta, potrebbero avere interesse a che i loro contenuti viaggino nel web.