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Cosa sappiamo dell'attentato di Christchurch, in Nuova Zelanda

Dei testimoni e un agente di polizia su Deans Avenue dopo la strage
Dei testimoni e un agente di polizia su Deans Avenue dopo la strage -
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REUTERS/SNPA/David Alexander
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L'attentato di venerdì 15 marzo contro due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, ha causato la morte di 49 persone e il ferimento di almeno altre 48. Ecco cosa sappiamo finora.

Le circostanze della strage

Uno degli attentatori ha trasmesso in diretta Facebook il video della strage: un filmato da 16 minuti subito rimosso dal social network. Lo si vede guidare fino alla moschea mentre ascolta musica, parcheggiare il veicolo, prendere due pistole ed entrare nel luogo di culto. Allacciata alla testa, una telecamera per riprendere ogni momento della strage.

Una volta dentro, ha aperto il fuoco. Per cinque minuti ha sparato ripetutamente sui fedeli, abbattendo almeno una dozzina di persone in una sola stanza. Quindi l'attentatore è tornato al suo veicolo, ha cambiato le armi ed è rientrato nella moschea per finire chiunque desse ancora segni di vita.

Ahmad Al-Mahmoud, che era alla moschea Al Noor, ha testimoniato che l'autore della carneficina è entrato nella moschea mentre i fedeli erano in ginocchio per pregare.

"Aveva un grosso fucile..... è venuto e ha iniziato a sparare a tutti nella moschea, ovunque", ha detto Al-Mahmoud. Si è salvato sfondando una porta di vetro e scappando assieme ad altre persone.

La polizia ha reso noto che la seconda moschea attaccata è quella del sobborgo di Linwood, ma non ha fornito altri dettagli.

Cosa sappiamo dei sospetti

Un uomo quasi trentenne è stato accusato di omicidio e dovrebbe comparire davanti al tribunale di Christchurch domani mattina. Lo ha riferito il Commissario di polizia Mike Bush in una conferenza stampa.

Altre tre persone sono state arrestate in possesso di armi da fuoco nella zona, ha continuato Bush, e gli investigatori stanno lavorando per determinare quale fosse il loro coinvolgimento nell'atto criminale. Uno di loro potrebbe non avere nulla a che fare con l'attacco.

Il sospetto aveva opinioni riconducibili all'estrema destra ma non era sotto sorveglianza da parte delle autorità, ha fatto sapere il Primo Ministro neozelandese, Jacinda Ardern.

Screenshot dell'uomo a cui sono collegati gli account social chiusi e autore del video

Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha reso noto che ad essere preso in custodia è proprio un cittadino australiano, estremista di destra. Si ritiene che costui abbia pubblicato il proprio manifesto online poco prima della trasmissione del video in streaming su Facebook. Il documento è stato collegato a tre account dei social media appartenenti a Brenton Tarrant, riporta Storyful.

L'autore del manifesto dice di avere 28 anni e di essere australiano. Il documento, di oltre 16mila parole, si scaglia contro l'immigrazione si scaglia contro l'immigrazione e cita una lista di eventi di vari periodi storici a cui l'attentato si ricollegherebbe.

C'è scritto anche che ha deciso di commettere la strage dopo un viaggio in Europa in cui, nel 2017, ha assistito alla vittoria di Macron su Marine Le Pen. Ha negato, infine, di aver agito in collegamento con altri gruppi. L'autore ha negato di agire a nome di qualsiasi altro gruppo.

Non sono state segnalate ulteriori minacce da quando la polizia è intervenuta.

Quello che sappiamo delle vittime

41 persone hanno perso la vita nella moschea di Deans Avenue, mentre 7 sono morte sulla Linwood Avenue, ha reso noto la polizia. Una delle vittime è morta all'ospedale di Christchurch. Gli ospedali riferiscono che ci sono anche bambini tra le vititme.

Il primo ministro neozelandese ha detto che molte delle persone coinvolte nelle sparatorie potrebbero essere migranti e rifugiati. Secondo il ministro degli esteri indonesiano, sei indonesiani sarebbero stati all'interno delle moschee al momento dell'attacco. Tre di essi sarebbero riusciti a fuggire, tre non sono stati ancora identificati.

L'ambasciatore dell'Afghanistan in Australia, Nuova Zelanda e Fiji, Wahidullah Waissi, ha detto su Twitter che tra i feriti ci sono tre afghani. Anche due malesi sono stati colpiti non mortalmente nell'attacco, riferisce il ministro degli esteri dello Stato. Il collega del Bangladesh, Shahriar Alam, ha detto che per una circostanza "estremamente fortunata" la squadra di cricket del paese non ha avuto vittime. La formazione si trovava in città per giocare una partita contro la nazionale neozelandese ed era giunta a Christchurch per le preghiere del venerdì, giorno della strage.

"Non riesco nemmeno a immaginare cosa sarebbe successo se fossero stati lì cinque minuti prima", ha scritto sui social.

Le vittime "sono noi", ha scritto il primo ministro Jacinda Ardern

"La persona che ha perpetuato questa violenza non è una di noi. Non ha posto in Nuova Zelanda", ha scritto su Twitter la premier condannando l'attacco. Nel Paese il livello di sicurezza è massimo. A tutte le moschee in Nuova Zelanda è stato chiesto di chiudere proprie porte, riferisce la polizia.

"Condanno l'attacco terroristico violento, estremista e di destra, che ha ucciso così tanti innocenti neozelandesi che oggi, nelle moschee di Christchurch, stavano pregando pacificamente", ha twittato il primo ministro australiano.

I funzionari dell'antiterrorismo britannici si sono detti pronti ad aiutare le loro controparti in Nuova Zelanda a indagare sulla strage. Nel frattempo, il Regno Unito e la Francia stanno rafforzando le misure di sicurezza nei pressi dei luoghi di culto. I leader politici e islamici di tutta l'Asia e del Medio Oriente hanno espresso il loro sdegno per l'attentato.

"L'Indonesia condanna fermamente la sparatoria, specialmente in un luogo di culto e mentre era in corso una preghiera del venerdì", ha scritto il ministro degli esteri Retno Marsudi in una dichiarazione. Il portavoce del presidente turco Tayyip Erdogan ha condannato quello che ha definito un attacco "razzista e fascista".

"Questo attacco mostra il punto che ha raggiunto l'ostilità verso l'Islam e l'inimicizia verso i musulmani", ha scritto Ibrahim Kalin, portavoce del presidente Erdogan, su Twitter.

Il portavoce del ministero degli Esteri pakistano Mohammad Faisal ha condannato l'incidente sui social media, usando l'hashtag #pakistanagainstterror.

Molte persone hanno espresso orrore sui social network dopo aver visto il video della strage. "Mi sento molto male, si tratta di una persona selvaggia, senza cervello", ha detto un utente indonesiano di Twitter dal nome Farhan Adhitama.

Il video della cattura di un sospetto