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Pamela, borderline e problemi con realtà

Pamela, borderline e problemi con realtà
Udienza processo a Macerata, sentito consulente comunità Pars
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(ANSA) – MACERATA, 13 MAR – Diagnosi di patologia “borderline
grave”, problemi a rapportarsi con la realtà, sbalzi d’umore e
scatti d’ira, problemi pregressi di assunzione di alcol e droga,
grande affetto per i genitori ma a volte rapporto conflittuale
con loro. La personalità e le condizioni psicofisiche di Pamela
Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata
il 30 gennaio 2018, sono stati al centro della testimonianza
dello psichiatra Giovanni Di Giovanni consulente nella Comunità
Pars di Corridonia da cui la giovane si allontanò il giorno
prima di essere uccisa, al processo in Assise a Macerata:
imputato di omicidio, stupro, vilipendio e distruzione di
cadavere è Innocent Osehgale, 30enne pusher nigeriano. Pamela
parlò allo psichiatra di un fidanzato che la iniziò alla droga.
I motivi del suo allontanamento della struttura? La 18enne
riferì i suoi timori per il fatto che i famigliari avevano
denunciato il fidanzato; ma quel giorno in cui lei se ne andò
ebbe anche una lite con un operatore della comunità.

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