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Sardegna, continua la protesta dei produttori di latte

Sardegna, continua la protesta dei produttori di latte
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Minacciano di continuare la protesta fino a quando non si troverà una soluzione alla crisi, i produttori sardi di latte che da giorni sono in agitazione per denunciare il basso prezzo al litro. Un prezzo che secondo i produttori è di fatto imposto dalle industrie della trasformazione, e che rischia di gettare sul lastrico le oltre 15.000 aziende della regione.

Ne abbiamo parlato con Maria Barca, portavoce del Movimento dei Pastori Sardi. "Il latte ha purtroppo raggiunto un prezzo ridicolo, nemmeno 60 centesimi per un litro, ovviamente questo prezzo non riesce a coprire nemmeno i costo di produzione. Come dicono loro, la mattina ci si alza per produrre debiti".

Il 60 per cento dei 3 milioni di quintali di latte prodotti ogni anno viene acquistato dai produttori di Pecorino romano, i quali potendo accedere a materie prime provenienti anche da altri paesi, tengono bassi i costi alla stalla.

"Abbiamo un consorzio di tutela del pecorino romano che non ha mai funzionato, non ha mai tutelato niente, anzi ha fatto un vero e proprio disastro. (...) Per noi questo è un problema europeo. È un problema del governo italiano che prima di tutto deve aprire tavoli tecnici che riguardano il latte ovino sardo. La richiesta ad oggi è un euro almeno al litro di latte più Iva e certamente dei tavoli tecnici sia nazionali sia europei assolutamente risolutivi per una soluzione definitiva della vertenza".

L'intervista integrale a Maria Barca: