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California, dopo la strage la solidarietà

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California, dopo la strage la solidarietà

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Dopo la strage causata da un ex marine ventottenne, che prima di suicidarsi ha ucciso 12 persone, centinaia di abitanti di Thousand Oaks, in California, si sono messi in fila per donare sangue per i feriti. È uno degli effetti dell'ennesimo uso irrazionale delle armi sulla piccola comunità locale: di solito sono una sessantina i donatori, stavolta se ne sono presentati più di 400.

"Siamo qui perché siamo nati e cresciuti qui, e vogliamo tornare nella nostra comunità. Amici nostri erano lì l'altra sera, e uno di loro è morto, noi lo lo abbiamo scoperto dieci minuti dopo... è shoccante, è triste... queste sparatorie dovrebbero finire", dice una ragazza. Ma negli Stati Uniti episodi come questo sono diventati tristemente frequenti. "È orribile, abbiamo visto cose così in altre parti del nostro paese, ma mai così vicino a noi. Il senso di solidarietà che questa comunità sta dimostrando è straordinario, la adoro".

Tra le vittime anche un vicesceriffo con 29 anni di servizio, a pochi mesi dalla pensione. "Mio marito è un poliziotto nella città di Ventura, molto vicino a casa. Poteva capitare a lui... lo sto facendo per aiutare la moglie dell'agente ucciso", dice una donna.

Quella di Thousand Oaks è la 307. sparatoria di massa che avviene negli Stati Uniti dall'inizio dell'anno, secondo una statistica pubblicata dai giornali. La media è di un episodio al giorno. E nonostante le apparenze gli statunitensi non sembrano volersi abituare.