ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Russia, Lavrov: "Lasceremo il Consiglio d'Europa prima che ci caccino"

Lettura in corso:

Russia, Lavrov: "Lasceremo il Consiglio d'Europa prima che ci caccino"

Russia, Lavrov: "Lasceremo il Consiglio d'Europa prima che ci caccino"
Dimensioni di testo Aa Aa

"La Russia pagherà i suoi contributi al Consiglio d'Europa, ma solo quando i pieni diritti le saranno restituiti". A dichiarlo ai microfoni di euronews è il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

"Le sanzioni introdotte nel 2014 si inasprirono nel 2015. Il risultato fu che i parlamentari russi persero i loro diritti", spiega Lavrov. "L'unica cosa che potevano fare, durante le sessioni dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, era restare ad ascoltare tutte le affermazioni antirusse, senza poter rispondere, come succede invece in qualsiasi parlamento. Dove si tengono dibattiti accesi, c'è sempre il diritto di replica. Noi per tre anni, dal 2014 al 2017, non abbiamo avuto questo diritto. E durante questo periodo abbiamo sempre pagato i contributi richiesti. Abbiamo detto più volte che non si poteva andare avanti così per sempre. Senza i poteri rappresentativi e senza la possibilità di esprimere i nostri punti di vista. Non ha senso pagare per la loro russofobia, nessun altro Paese lo farebbe".

"L'uscita della Russia dal Consiglio d'Europa sarebbe un enorme passo indietro per i diritti umani", ha dichiarato in un tweet il Segretario Generale del Consiglio d'Europa.

"Ho sentito alcuni parlamentari russi dire che se questa vergogna dovesse continuare, il Consiglio d'Europa firmerà il proprio suicidio", dichiara ai nostri microfoni il Ministro degli Esteri russo. "Non credo che l'adesione al Consiglio d'Europa sia più importante per la Russia di quanto lo sia per i Paesi europei la partecipazione russa al Consiglio. Ne sono convinto. Abbiamo aderito al Consiglio d'Europa perché garantisce lo spazio giuridico e umanitario universale paneuropeo. Sono convinto che coloro che hanno appena distrutto questo spazio con azioni illegittime, volte a sottrarre alla delegazione russa la parità di diritti, sappiano esattamente cosa stanno facendo. Se vogliono espellere la Russia dal Consiglio d'Europa, non daremo loro questa gioia, ce ne andremo prima noi".

Negli ultimi mesi le tensioni tra Russia e Occidente hanno raggiunto livelli altissimi, tanto che in molti, sottovoce, hanno parlato di "Guerra fredda".

"Hanno accusato la Russia di aver fatto, con 'alta probabilità', qualcosa di illegale a Salisbury, Amesbury e dopo anche in Catalogna. Siamo presumibilmente intervenuti in tutti i processi, siamo stati accusati di svolgere presumibilmente un ruolo anche nella Brexit e in molti altri peccati. Ma nessuna di queste accuse era veramente concreta".

"Con alta probabilità" sono le parole usate dalla premier britannica Theresa May quando ha puntato il dito contro Mosca, nel cosiddetto caso Skripal.

"Abbiamo inviato decine di richieste ufficiali al governo britannico, seguendo le convenzioni esistenti nelle nostre relazioni bilaterali e con il Consiglio d'Europa", continua Lavrov. "Abbiamo chiesto di avviare l'assistenza legale in materia penale e dopo numerosi solleciti abbiamo ricevuto una risposta ufficiale: il Regno Unito non può farlo per ragioni di sicurezza nazionale. Probabilmente è chiaro a tutti che si tratti di una scusa, irrispettosa anche per l'ordinamento giuridico britannico. Aspettiamo ancora fatti reali. Ed è lo stesso per quanto riguarda le interferenze nelle elezioni americane".

Ma visti i presuppost, ci sono possibilità che le relazioni diplomatiche tra Russia e Regno Unito migliorino?

"E' molto divertente il modo in cui, dopo Salisbury, i rappresentanti britannici hanno fatto il giro dell'Europa, invitando altri Paesi dell'UE ad unirsi alle sanzioni. Sono riusciti a convincerne molti, anche se non tutti, ad espellere i nostri diplomatici. Ora stanno elaborando alcune nuove sanzioni, già sistemiche, che saranno obbligatorie per tutta l'Unione europea, contro qualsiasi violazione del divieto dell'uso di armi chimiche e altro. Così il Regno Unito, che sta lasciando l'Unione europea, cerca freneticamente di imporre agli stati membri la sua agenda politica nei confronti della Russia".