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Guardiola,tiquitaca termine mai piaciuto

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(ANSA) – ROMA, 14 OTT – “Io non ho inventato nulla, lo dico
senza falsa modestia, ho solo avuto la fortuna di avere tanti
giocatori che sono cresciuti nella cantera, che giocavano quando
avevano 8-10 anni, c‘è stata una combinazione di fuoriclasse e
questo non capita spesso. Oltre a questo avevano, avevamo,
voglia di mangiarci il mondo”. Ecco spiegata la ‘ricetta’ degli
straordinari successi del Barcellona targato Pep Guardiola che
difende con orgoglio quei successi ma prende le distanze
dall’etichetta che gli è stata appiccicata addosso: “Il
tiqui-taca è un concetto che non mi piace molto – spiega il
tecnico catalano, ospite con Sacchi e Ancelotti della giornata
conclusiva del Festival dello Sport a Trento – sembra una parola
scherzosa, invece per noi era un sistema di gioco che ci
permetteva di far girare la palla per portarla dove volevamo
noi. Sono però contento che questo gioco sia piaciuto, se per 20
anni parleremo ancora di questa squadra significherà che
qualcosa di buono abbiamo fatto”.

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