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Il cacciatore di graffiti: da 'nemico' a paladino degli street artist

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Il cacciatore di graffiti: da 'nemico' a paladino degli street artist

Il cacciatore di graffiti: da 'nemico' a paladino degli street artist
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Augusto De Luca
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Quando, dopo avere trascorso alcuni anni a Roma, è tornato a Napoli nel 2005, Auguto De Luca non aveva la minima idea di cosa fosse la street art. Diventato fotografo professionista a metà anni '70, De Luca nel corso della carriera ha ritratto diverse celebrità, tra cui Renato Carosone, Carla Fracci, Hermann Nitsch, Lina Wertmuller e Francesco Rosi, e le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection e della Biblioteca Nazionale di Parigi.

Augusto De Luca

La street art, però, era per lui un mondo sconosciuto. "Mi sono accorto - racconta De Luca - che sui muri della città c'erano tanti disegni colorati su carta che mi ricordavano le opere di Keith Haring, Ronnie Cutrone e Kenny Scharf. Ne sono stato subito colpito. Ancora non sapevo nulla di street art. Immaginavo che fosse opera di ragazzi, ma non sapevo che si trattasse di una specifica corrente artistica".

De Luca non sapeva ancora che dietro a quelle opere c'erano un movimento e una cultura, ma ne fu subito colpito positivamente. "Cominciai a raccoglierli perché mi piacevano - confessa - e perché in questo modo sapevo di poterli preservare dall'usura che col tempo li avrebbe rovinati. C'è da dire che quando li staccavo erano già stati affissi da un po' ed erano già consumati e quando qualche sticker non si staccava, io lo riattaccavo per bene, evitando che si rovinasse prima del tempo".

Augusto De Luca

"Da quel momento con mia moglie Nataliya prendemmo l’abitudine di andare 'a caccia' in giro per la città muniti di uno scaletto. Molti pezzi li ho anche restaurati; spesso ricoloravo le parti mancanti o rovinate con la stessa vernice. Così ho raccolto un buon numero di pezzi a testimonianza di un preciso periodo storico della street art italiana".

De Luca è diventato una celebrità tra gli street artist dopo la pubblicazione di un articolo sul Mattino intitolato 'Il cacciatore di graffiti'. Molti di loro, ammette De Luca, all'inizio erano contro di lui e lo accusavano senza mezzi termini di rubare le loro opere. "Ma quello - spiega - non è mai stato il mio intento. Quando mi sono reso conto di avere accumulato un bel po' di materiale tra foto e video mi venne l’idea di pubblicare tutto su internet realizzando varie pagine, siti e blog. L'idea era quella di portare la street art nella casa di tutti, cercando di incuriosire la gente".

L'iniziativa ha avuto successo e, con il crescere dell'interesse verso le pagine web di De Luca, è cambiato anche l'atteggiamento dei writers nei suoi confronti. "Quelli che all'inizio erano contro di me, passavano dalla mia parte. Moltissimi sono i writer e gli street artist che dicono 'continua così, almeno c'è una voce che ci da man forte'. Il momento favorevole è coinciso con il periodo in cui lo Stato si era messo contro questi artisti, appesantendo le pene per chi 'imbrattava i muri'. Da quel momento la mia performance è rimasta l'unica risposta che i writer potevano dare alle istituzioni".

Augusto De Luca

"Mi sono accorto che tantissima gente non conosce la street art e molti di quelli che credevano che questi 'pezzi di carta' attaccati ai muri fossero spazzatura, adesso si stanno ricredendo, le cose cambiano, all’inizio ero il 'ladro di graffiti' ora sono diventato il 'paladino' degli street artist".

"La gente vedendo che stacco i graffiti su carta dai muri si incuriosisce. E' questo che voglio. I graffiti vanno valorizzati, è importante che se ne parli, provocare serve a questo. A casa ho circa 300-400 opere, sono pronto a darle vie gratuitamente al primo ente in grado di organizzare una mostra in cui vengano valorizzate come meritano".

Augusto De Luca