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Bruciò viva la moglie, conferma 30 anni

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Bruciò viva la moglie, conferma 30 anni

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(ANSA) - SASSARI, 5 OTT - La sezione staccata di Sassari della Corte d'appello di Cagliari ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Nicola Amadu, il panettiere di 69 anni che il 9 novembre 2016 uccise la moglie, Anna Doppiu, di 66, bruciandola viva dopo averla massacrata di botte. Il collegio presieduto dalla giudice Plinia Azzena ha accolto la richiesta della procuratrice generale Roberta Pischedda ribadendo il verdetto pronunciato in primo grado nei confronti dell'impuato, difeso in aula dall'avvocata Letizia Doppiu Anfossi. La Corte d'appello ha confermato anche tutte le aggravanti riconosciute nella sentenza di primo grado: aver commesso il fatto "contro il coniuge vittima di maltrattamenti in famiglia", "con premeditazione", "con l'uso di un mezzo insidioso" e per "aver agito con crudeltà". "Rinunciare a mia moglie, per me, non era pensabile. Io vivevo per lei e non potevo accettare la sua decisione di separarsi. Meglio morta".

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