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Tunisia al voto domenica, tra tensione e delusione

Tunisia al voto domenica, tra tensione e delusione
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Cinque milioni di elettori tunisini devono scegliere domenica i 217 membri del nuovo Parlamento, con un sistema elettorale proporzionale. Sono state presentate 1.327 liste, che significano diverse migliaia di candidati, a dimostrazione di un grande interesse per i diritti elettorali passivi, nel Paese. Resta da vedere se c‘è lo stesso interesse per l’elettorato attivo. Secondo questo analista, c‘è un’atmosfera di grande delusione:

“C‘è molta disaffezione, dopo questi tre anni in cui si son viste le bugie dei governanti, che non hanno mantenuto le promesse, che non hanno fatto e nemmeno tentato di fare quello che avevano promesso, e questo in particolare in una situazione economica difficile, nella quale si parla di quello che loro guadagnano, del denaro che gira intorno alla politica.
Tutto questo porta i tunisini ad avere una brutta idea della democrazia”.

Una democrazia nella quale la società tunisina aveva sperato molto quando si votò tre anni fa, per la prima volta dopo la caduta di Ben Alì.
Impossibile prevedere un risultato, anche per il divieto di pubblicazione dei sondaggi in campagna elettorale, ma a contendersi la vittoria dovrebbero essere Ennadha, che rappresenta l’islam tradizionale, e Nidaa, che si ispira al riformismo tunisino delle origini.