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La rotta del petrolio dell'Isil, sua principale fonte di finanziamento

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La rotta del petrolio dell'Isil, sua principale fonte di finanziamento

La rotta del petrolio dell'Isil, sua principale fonte di finanziamento
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Dove finisce il petrolio trafugato dagli jihadisti dell’Isil? Dalla Siria il greggio verrebbe esportato da mediatori locali verso i Paesi vicini. Si tratta di piccole transazioni, visto che molto spesso il petrolio viene trasferito all’estero su camion.

I destinatari? Reti di contrabbandieri o raffinerie in Turchia, Iraq e nella stessa Siria. Come spiega il direttore dell’Istituto iracheno per l’Energia, la quantità di barili commercializzati è ben al di sotto dei livelli anteriori al conflitto visto che le compagnie straniere sono andate via.

Luay al-Khatteeb, fondatore e direttore dell’Istituto iracheno per l’Energia: “I volumi sono molto limitati, parliamo di 70mila-80mila barili al massimo, trasportati da camion oltreconfine, anche se il governo turco sta facendo tutto il possibile per controllare la frontiera. Ma sul terreno è molto difficile, visto che tra Turchia, Siria e Iraq i confini si estendono per circa 1200 chilometri”.

Il petrolio che l’Isil raffina negli impianti siriani finisce sul mercato locale, offerto a prezzi stracciati. Direttamente o indirettamente verrebbe comprato anche dal governo di Assad, nemico dichiarato degli estremisti, ma colpito dalle sanzioni occidentali sul commercio di petrolio.

Luay al-Khatteeb, fondatore e direttore dell’Istituto iracheno per l’Energia: “Il petrolio trafugato viene messo in commercio attraverso reti di contrabbando locale. Questo è commercio illecito, non credo che siano coinvolti intermediari internazionali a questo livello. Se sparisce, non ha alcun impatto sugli 88-90 milioni di barili venduti ogni giorno”.

E tutto questo non sembra avere un grande impatto sui mercati. Il prezzo del petrolio Wti in calo da tre settimane segna un leggero aumento, quello de Brent resta basso dopo i minimi da due anni a questa parte toccati mercoledì. Il rafforzamento del dollaro pesa più del conflitto in Siria.