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Conto alla rovescia in Scozia per il referendum sull'indipendenza

Conto alla rovescia in Scozia per il referendum sull'indipendenza
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In Scozia oggi è la giornata decisiva per convincere chi ancora non sa se votare a favore o contro l’indipendenza. Mentre si fanno già ipotesi sulle probabili conseguenze di un eventuale divorzio da Londra – dal punto di vista economico, sociale e politico – il balletto dei sondaggi continua, e lascia aperta ogni possibilità.

Gli indecisi sono tanti, così come quelli che sembrano avere cambiato idea. “Sì – dice una signora anziana -. A sedici anni avrei votato “Sì”, “Sì” perché avrebbe prevalso il cuore. Ma ora ho già vissuto tanto e sono più razionale”.

Il conto alla rovescia allo storico referendum trascorre tra appelli agli elettori – oltre quattro milioni – alle promesse fatte da Londra di maggiori poteri alla Scozia in caso di vittoria del “No”, argomento su cui il fronte del “Sì” ha qualcosa da dire:

“Non ci diranno a che tipo di poteri pensano – dice Nicola Sturgeon, vice primo ministro scozzese -, non sono d’accordo tra loro sui poteri che dovrebbero essere garantiti alla Scozia e già deputati dal sud dicono che bloccheranno ogni tipo di concessione alla Scozia”.

L’esito del referendum è incerto. Comunque vada, un mutamento significativo sembra scontato non solo nelle relazioni tra Edimburgo e Londra.

Anche la nuova guardia di Bruxelles attende con il fiato sospeso. La Union Jack potrebbe mantenere i suoi colori, o iniziare da domani a sbiadire, aggiungendo alla già intricata “questione britannica” una nuova “questione scozzese”.