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Montreux, il Festival del Jazz si tinge di rosa

Montreux, il Festival del Jazz si tinge di rosa
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Tra le voci più apprezzate del Festival del Jazz di Montreux c’era quella di Agnes Obel.

La sua performance è stata uno degli eventi di apertura della 48esima edizione della manifestazione svizzera, tra le più importanti del mondo.

Sulle rive del Lago Lemano, a pochi chilometri da Ginevra, centinaia di artisti di fama mondiale sono approdati per una serie di concerti che proseguirà fino al 19 di luglio.

La cantautrice danese, berlinese di adozione, ha ipnotizzato il pubblico con tonalità vellutate e atmosfere intimistiche, accompagnate dal suono del pianoforte.

Arrivata al successo con il suo primo album, “Philarmonics”, Agnes Obel ha replicato a fine 2013 con “Aventine”, da lei interamente scritto, arrangiato e prodotto.

Ritmi ben più sostenuti e grintosi per Amy Macdonald, che ha infiammato la platea dell’Auditorium Stravinsky con “This is the life”, il singolo tratto dall’omonimo album d’esordio che nel 2007 l’aveva proiettata nel panorama internazionale.

Da allora la cantante scozzese, oggi ventisettenne, ha venduto più di quattro milioni di dischi in tutto il mondo.

Il suo ultimo lavoro, “Life in a Beautiful Light”, uscito nel 2012, è stato molto apprezzato ancora una volta per lo stile schietto e diretto dell’artista di Glasgow.

Un rock con influssi folk molto orecchiabile, mai banale nelle sonorità, dai ritornelli immediatamente riconoscibili.

Una voce graffiante che, raccontano le cronache, le avrebbe fatto guadagnare fan del calibro di Bono e degli U2.

Atmosfere in cui il jazz si mescola al calore del flamenco per la cantante spagnola Buika.

La “ragazza di fuoco” (dal nome del suo album del 2008 “Niña de Fuego”) mette da sempre la sua voce inimitabile al servizio di una molteplicità di stili musicali.

Un’artista poliedrica, che ha collaborato con musicisti spagnoli, catalani, inglesi, francesi e portoghesi.

Le sue canzoni sono diventate parte di numerose colonne sonore, tra cui quella del film di Pedro Almodovar “La pelle che abito”.

La nostra selezione tutta in rosa si chiude con un’artista che ha fatto della musica la propria vita.

Stiamo parlando della tedesca di origini nigeriane Ayo, arrivata alla ribalta nel 2006 con il singolo “Down on my knees”, contenuto nell’album di esordio “Joyful”.

Una carriera eclettica divisa tra Germania, Stati Uniti e Francia, dove la cantante – che è solita mischiare il pop e il rap con generi come il soul, il reggae e il folk – ha collaborato con gli artisti più disparati.

Dal 2013 Ayo è in tourné per promuovere il suo quarto album, “Ticket To The World”.